Polemica sull’assessore Quattrone: la lettera di un ingegnere reggino

La lettera di un ingegnere reggino al direttore di StrettoWeb “sull’ennesima polemica che interessa un membro dell’amministrazione comunale (l’Ing. Quattrone) e la minoranza”

palazzo san giorgio1“Caro Direttore”, inizia così la lettera dell’Ing.Francesco Saraceno indirizzata alla nostra redazione.

Mi permetto ancora di rubarle un po’ di tempo – continua - per ascoltare le mie personale valutazioni sull’ennesima polemica che interessa un membro dell’amministrazione comunale (l’Ing. Quattrone) e la minoranza. Scrivo anche come ingegnere non interessato agli incarichi in questione (sono un misero impiantista) e, mi permetta, dall’alto del mio personale vanto di avere avuto un solo incarico professionale dal comune della mia città nel lontano 1993 nell’ambito del progetto Urban (dietro regolare sorteggio tra i giovani professionisti, assessore il dott. Pensabene, sindaco penso sia superfluo dirlo) di fare alcune considerazioni. Non entro nel merito della vicenda in quanto se c’è qualcosa di penalmente perseguibile o di anomalo nel dare in tempi record un incarico al proprio datore di lavoro (o ex datore, dal punto etico credo cambi poco) la magistratura o l’ANAC saprà intervenire ma credo sia interessante puntualizzare l’aspetto ”sociale” della questione. In effetti, per me è un film già noto in quanto molti anni fa, quando si iniziava a parlare di un grande intervento in termini di opere pubbliche in città (poi denominato ‘Decreto Reggio’) ci fu un  incontro tra costruttori e tecnici reggini (nella sede dei primi) con un autorevole esponente del mondo ingegneristico reggino che, illustrando il finanziamento, auspicava che la progettazione delle opere venisse affidata ad una società di Roma con la motivazione che in città ‘non si sapeva fare’. A tale affermazione mio padre (purtroppo da lì a poco ucciso dalla ‘ndrangheta per essere uno spirito imprenditoriale troppo libero) rispose “Allora scendi a Piazza Italia e brucia la laurea”. L’assessore Quattrone nella strenua difesa del suo operato mi sembra affermi, tra le motivazioni; la presenza di università del nord nel gruppo di progettazione come aureola di sacralità. Bene, se nessuno in città è in grado di compiere uno studio del genere io vorrei capire se la nostra Università Mediterranea serva soltanto a far dare esami con il massimo dei voti a qualche boss per fargli avere sconti di pena e a produrre professori a contratto per fare provare a qualche esponente della Reggio bene (o quasi bene) l’ebbrezza della docenza universitaria per qualche anno o a dotare di professionisti preparati la nostra amata città. Io credo assolva la seconda funzione per cui la scelta di tagliare fuori da questo incarico tutta una generazione di giovani che hanno sputato sangue sui libri e non sono andati al nord a studiare per un ennesimo atto d’amore nei confronti di questa terra, sia un qualcosa di socialmente riprovevole così come, di fatto, sia considerarli asini nei confronti dei soloni del nord. Spero che venga revocato l’incarico e si faccia un regolare bando dove poi magari tornerà a vincere la società di ingegneria tanto amata dalla collega ma non togliamo ai giovani ingegneri reggini l’unica cosa che io da piccolo docente, oltre ad uno spruzzata di conoscenze di elettronica, credo di infondere nei miei alunni: la speranza.

Con affetto

Ing. Francesco Saraceno”