Operai del petrolchimico di Gela presidiano l’aeroporto di Comiso

aeroporto-comisoNumerosi lavoratori del petrolchimico di Gela, da questa mattina stanno presidiando gli ingressi dell’aeroporto di Comiso per richiamare l’attenzione del governo nazionale sulla “vertenza Eni”. I lavoratori chiedono il rispetto dei patti sottoscritti col protocollo d’intesa del novembre 2014 sulla riconversione “green” della raffineria di Gela e sulle bonifiche ambientali. In uno striscione si leggono i motivi della protesta e l’appello che questi rivolgono al governo: “1500 lavoratori dell’indotto Eni sono a casa, Matteo, aiutaci! Lavoro adesso!”. “Noi non ci fermeremo – hanno detto i segretari sindacali, Ignazio Giudice, Emanuele Gallo e Maurizio Castaniaperchè l’Eni e la politica, finora troppo sorda, hanno il dovere di darci le risposte vitali per l’economia di questo territorio“.