Milazzo (Me), il 14 febbraio appuntamento al Trifiletti con “Ben Hur”

“Ben Hur” è un mix di risate, pensieri, emozioni, nato dalla penna di Gianni Clementi e interpretato dalla coppia Triestino-Pistoia

teatroQuesta volta al teatro Trifiletti di Milazzo l’appuntamento è con uno degli spettacoli più amati dagli italiani, riconosciuto tra i più validi dalla critica con circa 300 repliche all’attivo, 160 città raggiunte e oltre 100.000 spettatori. “Ben Hur” è lo spettacolo inserito nel cartellone di quiNteatro, la rassegna teatrale prodotta da “Le Alte Terre di Mezzo” e diretta da Giuseppe Pollicina, che andrà in scena domenica 14 febbraio alle ore 18,00 presso il Teatro Trifiletti di Milazzo. “Le Alte Terre di Mezzo”, reduci dal successo ottenuto con la produzione del musical “Peter Pan” che ha registrato alla sua prima uscita tre sold out, al Trifiletti e al Placido Mandanici di Barcellona P.G.,dove è andato in scena nella giornata di sabato 6 febbraio, ora scommettono su un altro spettacolo di successo. “Ben Hur” è infatti un mix di risate, pensieri, emozioni, nato dalla penna di Gianni Clementi e interpretato dalla coppia Triestino-Pistoia. Un lavoro attuale perché affronta i temi dell’immigrazione e del razzismo, arricchito da un raffinato gioco teatrale fatto da un linguaggio semplice ed accattivante che fa ridere il pubblico ma che lo proietta anche a riflettere sulla condizione attuale italiana e il problema dell’immigrazione. Questa volta al teatro Trifiletti di Milazzo l’appuntamento è con uno degli spettacoli più amati dagli italiani, riconosciuto tra i più validi dalla critica con circa 300 repliche all’attivo, 160 città raggiunte e oltre 100.000 spettatori. “Ben Hur” è lo spettacolo inserito nel cartellone di quiNteatro, la rassegna teatrale prodotta da “Le Alte Terre di Mezzo” e diretta da Giuseppe Pollicina, che andrà in scena domenica 14 febbraio alle ore 18,00 presso il Teatro Trifiletti di Milazzo. “Le Alte Terre di Mezzo”, reduci dal successo ottenuto con la produzione del musical “Peter Pan” che ha registrato alla sua prima uscita tre sold out, al Trifiletti e al Placido Mandanici di Barcellona P.G.,dove è andato in scena nella giornata di sabato 6 febbraio, ora scommettono su un altro spettacolo di successo. “Ben Hur” è infatti un mix di risate, pensieri, emozioni, nato dalla penna di Gianni Clementi e interpretato dalla coppia Triestino-Pistoia. Un lavoro attuale perché affronta i temi dell’immigrazione e del razzismo, arricchito da un raffinato gioco teatrale fatto da un linguaggio semplice ed accattivante che fa ridere il pubblico ma che lo proietta anche a riflettere sulla condizione attuale italiana e il problema dell’immigrazione. Paolo Triestino e Nicola Pistoia rappresentano un connubio recitativo di notevole spessore, una formula di successo che finora ha ottenuto il plauso del pubblico e il consenso della critica, e che com’è possibile far ridere con intelligenza, e come all’interno di una comicità fatta bene possano inserirsi a pieno titolo tragicità e capacità riflessiva. Con loro sul palcoscenico anche Elisabetta de Vito.Le situazioni comiche infatti si intrecciano ad una situazione quotidiana difficile in cui i protagonisti non riescono ad arrivare a fine mese. La trama è interessante: Sergio è un cascatore cinematografico infortunato e in attesa di risarcimento, campa con le mance dei turisti fotografati al Colosseo accanto a lui vestito da centurione, mentre sua sorella Maria, emette gemiti di simulata lussuria per una chat erotica.Entrambi reduci da matrimoni falliti, sono amareggiati, frustrati, ringhiosi. Nella loro vita capita però Milan, un clandestino bielorusso, pronto a tutto pur di guadagnare qualcosa. Accolto con sospetto, questi si rivela talmente duttile che, dopo aver sostituito vantaggiosamente il centurione, diventa il suo tuttofare, fino a farlo prosperare. Ma quando il paradiso sembrava a portata di mano succede l’imprevedibile. In Ben Hur si aggiunge il sapore corrosivo dei tempi che respiriamo. I venti cattivi dell’intolleranza, la precarietà che inaridisce lo spirito, l’istinto di sopravvivenza che sconfina nel cinismo. Le scene sono di Francesco Montanaro, i costumi di Isabella Rizza, mentre le luci sono disegnate da Marco Laudando.