Messina, Teatro Vittorio Emanuele. Il Cda all’attacco: contro di noi un manipolo di detrattori

Le argomentazioni di chi mette in discussione la solidità finanziaria dell’ente sono state rispedite ai mittenti e bocciate come tentativo disonesto d’ingenerare dubbi e sospetti

teatro vittorio emanueleIl successo della stagione, degli spettacoli, di tutte le altre iniziative culturali, la considerevole crescita degli abbonati ed il Teatro sempre pieno di pubblico, sono il tangibile ed indiscusso segno dell’apprezzamento dei cittadini e del consenso che l’attività del Vittorio Emanuele registra“. Con una nota ufficiale l’Ente Teatro mira a ridimensionare le critiche incassate negli ultimi giorni concernenti il bilancio del Vittorio Emanuele e lo spettacolo fantasma di Fiorello. Rivendicando l’attivo finanziario, il CdA attacca “uno sparuto manipolo di detrattori di professione i quali continuano, disperatamente, ed anche inutilmente, a tentare di inquinare, intorbidare, pregiudicare l’azione del Teatro con squallidi tentativi mai andati a segno, nel tentativo, tuttavia, di ingenerare dubbi e sospetti“. Da questo punto di vista anche l’assessore Perna si sarebbe più o meno inconsapevolmente prestato all’operazione, laddove gli atti forniti dall’ente sarebbero a sua disposizione direttamente sul sito del Teatro, in assoluta trasparenza. “Tanto meschino appare il tentativo in quanto si cerca di montarlo con riferimento all’assurda questione di uno spettacolo di Fiorello mai approvato, mai programmato, mai pubblicizzato, mai sottoposto all’approvazione di alcun organo, mai contenuto in nessun atto ufficiale dell’Ente etc. Risulta a qualcuno che lo spettacolo sia stato annunciato? Che sia stato pubblicizzato? Che sia stato offerto? Ma di che si parla? Si fa riferimento ad una ipotesi interna, ad un atto informale meramente interno senza data e protocollo, uno dei tanti che nella normale attività di un Ente che programma spettacoli esistono, e che abortiscono prima di nascere. Di ipotesi di lavoro di questa natura se ne potrebbero fornire tanti”. Il CdA ribadisce di non aver mai approvato l’atto, anzi di non averlo mai discusso o valutato, stigmatizzando l’uso di argomentazioni ridicole e soprattutto disoneste.