Messina, sfiducia in vista. Accorinti in bilico: in Consiglio il Pd apre una riflessione

Le dimissioni di Dario Zaccone potrebbero essere la proverbiale goccia che fa traboccare il vaso. Pdr, Ncd e Udc hanno manifestato la propria disponibilità a tirare le fila di un ragionamento politico sull’operato della Giunta. In altri termini, la sfiducia non è più un tabù

Foto Marco Alpozzi/LaPresse

Foto Marco Alpozzi/LaPresse

Operazione trasparenza. La rappresentanza consiliare del Partito Democratico, ridotta all’osso dopo l’esodo dei genovesiani verso Forza Italia, ha rivelato l’apertura di una riflessione politica sull’esperienza di governo “dal basso” targato Renato Accorinti, una riflessione a tutto tondo che coinvolge anche gli esponenti del Pdr, del Nuovo Centro Destra e dell’Udc.

AAA. Cercasi nuovi equilibri

E’ l’inizio di un ragionamento che dovrebbe portare alla sfiducia nei confronti dell’Amministrazione, un’ipotesi questa non più peregrina ma tangibile e attuale, vieppiù considerando le difficoltà contabili in cui versa la macchina organizzativa del Comune, ancora in attesa del bilancio previsionale del 2015.

Signorino nel mirino

accorinti e signorinoLa critica a Signorino, in tal senso, è serrata e si articola in un ragionamento più ampio che contesta le zone d’ombra del suo lavoro, con provvedimenti costantemente modificati e approvati sempre all’ultimo minuto utile, quando non in aperto ritardo. Pochi dubbi, pertanto, sulle responsabilità dell’attuale disastro, almeno dopo quasi tre anni di governo arcobaleno in cui i servizi risultano precari e le tasse toccano le stelle. Il deficit ereditato dalle precedenti stagioni non sembra essere più una scusante per la Giunta.

Il valore della credibilità

Di là dalle contestazioni di merito, c’è poi un discorso sulla credibilità che non può essere eluso: perché sui debiti fuori bilancio non è mai stata fatta chiarezza, così come i correttivi al Piano di Riequilibrio rappresentano un’incognita che soltanto la Corte dei Conti potrà o meno risolvere. E rinviare le valutazioni politiche a un organo di controllo non è il massimo per un’Aula che, nel bene e nel male, dovrebbe decidere il futuro della comunità. Le dimissioni di Dario Zaccone, stimato trasversalmente dalle forze politiche, sembrano essere l’ultima goccia, quella destinata a far traboccare il vaso. Adesso, però, bisogna tirare le fila del ragionamento…