Messina, patto per la falce: la soddisfazione di Reset

Messina, intervento di Alessandro Tinaglia (Reset) sul Patto per la Falce

Messina porto“Abbiamo letto con grande attenzione il documento approvato dalla Giunta e colto con grande soddisfazione la scelta del Presidente De Simone di far prevalere l’interesse collettivo rispetto all’ennesimo incomprensibile atteggiamento dell’Amministrazione Accorinti. Serviva un atto di responsabilità che per fortuna è arrivato da chi Messinese non è, e questo ci dispiace. Il documento presentato dalla Giunta non è un progetto, non è una visione strategica ma una semplice accozzaglia di luoghi comuni che hanno il solo scopo di pensare a come mantenere ben salda la poltrona. Il documento, infatti, oltre a richiamare accademicamente concetti vaghi non fa altro che chiedere la riduzione degli indici. I Messinesi sappiano che il Parco Urbano è una previsione già esistente nel PRP (Piano Regolatore Portuale) e che non si comprende come si arrivi, e secondo quale criterio, logica o progetto, alla stima dei 25 mila metri cubi massimi realizzabili e soprattutto alla baggianata dell’altezza massima di 15 metri. O meglio il criterio è sempre lo stesso: la propaganda mista a luoghi comuni”, scrive in una nota Alessandro Tinaglia di Reset. “Come detto -prosegue- ma lo avevano sottolineato con forza pochi giorni fa i Segretari della Triplice, non esiste alcuna Visone nelle osservazioni fatte e meno che meno esiste alcuna iniziativa innovativa poiché chiunque abbia un minino di conoscenza delle trasformazioni urbane sa che il solo modo per preservare suolo non è quello di vincolare cubatura ed altezza massima o applicare un Indice di Utilizzazione Territoriale (il rapporto tra la Superficie complessiva costruibile e la Superficie territoriale; in pratica indica per ogni Ha di St la quantità, espressa in mq., di SC realizzabile), ma semmai lo si fa definendo un Rapporto di Copertura massima (vale a dire una percentuale massima di suolo utilizzabile come avviene nelle zone industriali ad esempio) privilegiando le aree già urbanizzate (lì dove il suolo è già usato da costruzioni) e lo sviluppo in altezza. Eppure – aggiunge- se giriamo il mondo queste semplici regole sono consuete ed efficaci. Solo per portare un esempio, Barcellona in Spagna ha costruito sul suo waterfront alberghi (grattaciaeli), un gigantesco acquario ed un enorme terminal croceristico proprio sull’acqua oltre a decine di servizi per i turisti ed il tutto facendone una delle città più belle e visitate al mondo capace di tramutare il Paesaggio in sviluppo economico, sociale e culturale. Senza contare che mentre sul PRP l’Amministrazione diviene improvvisamente ambientalista la stesa si contraddice con le scelte fatte per Capo Peloro e per il PIAU. Insomma un caos assoluto che dimostra come l’Amministrazione Accorinti, che resta in sella solo grazie al supporto dei “Genovesiani” non ancora pronti al voto di sfiducia, dovrebbe levare il disturbo come in tantissimi ormai l’abbiamo invitata a fare da mesi. Si sa però, che sono #quellicheceranoprima ad essere incollati alla poltrona”, conclude