Messina, nessuna truffa all’Atm: assolti i vecchi dirigenti della partecipata

L’accusa di truffa non ha retto in aula: il perito incaricato dal giudice monocratico ha smentito il castello accusatorio

atm messinaAvevano retto le redini dell’azienda trasporti in una stagione difficile e controversa ed erano stati incriminati per truffa: Claudio Conte (già direttore generale), Giuseppe Lampi (ufficio Ced), Francesco Lisa (coordinatore d’esercizio), Salvatore Orlando, Salvatore Zaccone, Antonio Cardia, Vincenzo Maimone, Antonio Giovanni Carpita e Carlo Caruso sono stati assolti in giudizio. La Procura aveva messo l’establishment aziendale nel mirino, accusando i protagonisti dell’inchiesta di aver gonfiato i dati relativi al consumo di carburante per attestare un servizio che i mezzi di trasporto non eseguivano, ottenendo lauti rimborsi regionali per pagare le mensilità dei dipendenti e gli straordinari sospetti. La perizia compiuta dall’ingegnere Grazia La Cava su mandato del giudice monocratico Valeria Curatola ha però smentito il castello accusatorio, rilevando la liceità della condotta a cinque anni dall’inchiesta. La formula non lascia adito a dubbi: il fatto non sussiste.