Messina, Crocetta dice no a Gioia Tauro: il presidente regionale resta scettico sulla fusione delle Autorità Portuali

Dall’aula consiliare di Palazzo Zanca arriva la condanna del Governatore. L’accusa, ancorché velata, è chiara: il Governo vuole ripianare i debiti dell’Authority calabrese coi nostri fondi

Foto Carmelo Imbesi - LaPresse

Foto Carmelo Imbesi – LaPresse

Continuo a ritenere che l’idea dell’accorpamento con Gioia Tauro non sia la soluzione migliore“. Rosario Crocetta, dall’aula consiliare di Palazzo Zanca, torna a manifestare la sua ostilità innanzi al progetto di riforma delle Autorità Portuali varato dal Ministro Graziano Delrio. A detta del governatore c’è in gioco il ruolo stesso che la metropoli dello Stretto vorrà assumere, la centralità dello scalo di Milazzo, il fatturato e l’importanza che i due porti – insieme – hanno nel traffico meridionale. Crocetta non è andato troppo per il sottile, evidenziando come dietro la fusione vi sia la velata volontà del Governo di ripianare debiti delle Autorità calabresi con i fondi custoditi nelle casse dall’ente della Sicilia Orientale. Dietro il rilancio dell’Area Integrata non ci sarebbe, secondo il capo dell’Esecutivo regionale, un disegno strategico, ma una scelta tattica, utile a coprire i deficit. Una posizione non condivisa dall’Amministrazione Accorinti che ha visto, nel rilancio dell’Autorità comune, un’importante e preziosa occasione per sprigionare nuove sinergie e creare una grande realtà, capace di raccogliere e ospitare migliaia di abitanti e di nuove opportunità. Sempre al Comune, frattanto, l’intesa fra Renato Accorinti e Antonino De Simone sul Patto per la Falce è stata messa nero su bianco. E’ il primo atto programmatico delineato nel cronoprogramma stabilito il 26 gennaio scorso a Palermo per la riqualificazione dell’area.

[foto d'archivio]