Messina, conti truccati a Palazzo Zanca: il Gup ridimensiona l’inchiesta

Il processo inizierà il prossimo 19 maggio: dei 72 indagati originari, soltanto 34 andranno a giudizio e con un carico di accuse meno gravoso

palazzo zancaPrima sono arrivate numerose archiviazioni, adesso è stato derubricato il reato di abuso: dei 72 protagonisti originari dell’inchiesta sull’irregolarità dei conti di Palazzo Zanca, soltanto 34 arriveranno in giudizio. Per loro l’accusa è stata ridimensionata: dovranno rispondere di falso ideologico. Il Giudice per l’Udienza Preliminare, Tiziana Leanza, dopo 4 ore di riunione in Camera di Consiglio ha così sciolto il nodo più intricato, cassando la tesi dell’accusa che additava gli imputati anche per la fattispecie dell’abuso d’ufficio.

Il processo partirà il prossimo 19 maggio. A rispondere delle contestazioni saranno l’ex sindaco Giuseppe Buzzanca, affiancato da tutti gli esponenti della sua Giunta (Elvira Amata, Melino Capone, Pinella Aliberti, Giuseppe Corvaja, Dario Caroniti, Pippo Isgrò, Orazio Miloro, Giorgio Muscolino, Franco Mondello, Giuseppe Rao, Carmelo Santalco, Salvatore Magazzù, Roberto Sparso e Gianfranco Scoglio). A giudizio anche l’ex segretario comunale Santi Alligo, i dirigenti Antonio Amato, Attilio Camaioni, Ferdinando Coglitore, Francesco Aiello, Roberto Aricò, Carmelo Famà, Giovanni Di Leo, Carmelo Giardina, Domenico Manna, Domenico Donato, Giuseppe Puglisi, Dario Zaccone, Vincenzo Schiera, Domenico Maesano, Giuseppe Mauro, Filippo Ribaudo, Giancarlo Panzera e Diane Litrico.