Maltempo Calabria: salvo il parco archeologico di Sibari, gli argini hanno retto

Gli argini ricostruiti dopo l’inondazione del 2013 hanno retto ed hanno protetto il parco archeologico di Sibari

fiume-crati3-640x360L’esondazione del fiume Crati e le abbondanti piogge delle scorse ore hanno minacciato il parco archeologico di Sibari, che fortunatamente non ha subìto alcun danno. Gli argini ricostruiti dopo l’inondazione del 2013 hanno retto ed hanno protetto il l’area. Secondo il direttore della protezione civile della Calabria, Carlo Tansi, “è l’esempio concreto degli effetti della buona prevenzione. Quando si realizzano opere sui studi scientifici del territorio e con la consapevolezza di fare prevenzione, i rischi vengono annullati. Rimane assurdo che nel 2016 si trovino agrumeti nell’alveo dei fiumi, nonostante quello che è accaduto in passato“. “L’acqua sta defluendo anche perché il mare è meno agitato di ieri e questo permette uno smaltimento più veloce“. “La situazione, quindi, è in miglioramento, però, non possiamo essere ancora completamente certi del definitivo miglioramento fino a quando non passa non finisce l’allerta meteo. Il Crati, perciò, continua a essere monitorato a vista. Noi abbiamo in vari punti, quelli più critici, sin da ieri pomeriggio le nostre squadre di Protezione Civile e molte squadre di associazioni volontarie“. “Siamo in contatto anche con il comune di Corigliano perché in quel Comune c’è una zona, Thurio, di forte criticità dove il Crati sta erodendo un argine e alcune famiglie sono a rischio. Però tutto è sotto controllo“.

Fonte MeteoWeb