Mafia, in manette ipezzi grossi della “famiglia barcellonese”: tutti i dettagli sul blitz di oggi [VIDEO]

1Oltre a Giuseppe Gullotti, condannato a 30 anni perchè ritenuto il mandante dell’omicidio del giornalista barcellonese Giuseppe Alfano, ucciso a Barcellona Pozzo di Gotto l’8.01.1993, tra i destinatari della misura cautelare, spiccano anche altre figure della mafia del Longano. Tra questi ci sono anche Giovanni Rao e Salvatore “Sam” Di Salvo, entrambi arrestati nel 2011 nell’ambito dell’operazione “GOTHA”.

Anche a Calabrese Tindaro, gia’ tratto in arresto nell’operazione del R.O.S denominata “VIVAIO” del 2008 e che dal 2006 aveva assunto la reggenza della consorteria barcellonese è stato notificato il provvedimento. Grazie ai collaboratori e alle attività investigative e’ stato possibile individuare gli autori e ricostruire movente e modalita’ esecutive di numerosi omicidi, rimasti finora irrisolti, che evidenziano 20 anni di storia della criminalita’ organizzata barcellonese.

Ecco l’elenco degli episodi delittuosi contestati:

  • triplice omicidio di Raimondi Sergio, Martino Giuseppe e Geraci Giuseppe (Barcellona Pozzo di Gotto (ME), 4 giugno 1993). L’azione sarebbe stata organizzata per punire le tre vittime, le quali sarebbero state solite commettere furti in territorio di Barcellona senza l’autorizzazione della criminalita’ organizzata locale;
  • omicidio di Pelleriti Domenico (Terme Vigliatore (ME), 24 luglio 1993). Il Pelleriti sarebbe stato sospettato di una serie di furti ai danni di un esercizio di vendita di ceramiche e pertanto Gullotti Giuseppe, al tempo al vertice dell’organizzazione barcellonese, cui si era rivolto il derubato, avrebbe deciso di punire il presunto autore con la morte. Secondo la ricostruzione fornita dai collaboratori, la vittima avrebbe subito un violento interrogatorio per indurla a confessare il furto, al termine del quale il Gullotti avrebbe concesso un’ultima sigaretta prima di dare il via libera all’esecuzione dell’omicidio; 
  • omicidio di Da Campo Salvatore (Terme Vigliatore (ME) 2 febbraio 1995), sospettato di aver fornito ai Carabinieri indicazioni sul nascondiglio di Calderone Antonino (all’epoca ricercato); 
  • omicidio di Grasso Carmelo (Falcone (ME), 10 aprile 1995), ucciso perche’ si riteneva avesse avviato rapporti criminali con soggetti catanesi nella zona di Oliveri (ME), con cio’ sminuendo il prestigio e l’autorita’ della locale organizzazione mafiosa; 
  • omicidio di Iannello Felice (Falcone (ME), 5 marzo 1996). Si riteneva che la vittima spacciasse stupefacenti, anche a soggetti minorenni, nella zona di Barcellona senza autorizzazione del locale sodalizio mafioso; omicidio di Ficarra Fortunato (S. Lucia del Mela (ME), 1 luglio 1998), ucciso perche’ avrebbe infastidito alcune donne all’intero di un esercizio commerciale locale;
  • omicidi di Milici Mario (Barcellona Pozzo di Gotto (ME), 19 agosto 1998), ucciso perche’ il vertice barcellonese gli imputava di trattenere per se’ i proventi delle estorsioni e del gioco d’azzardo. L’agguato sarebbe iniziato presso una stalla nella disponibilita’ del Milici il quale, benche’ ferito, sarebbe riuscito a fuggire a piedi per un breve tratto. Raggiunto e immobilizzato dagli assassini, veniva ripetutamente colpito con la canna del fucile fino a trapassargli il collo; 
  • omicidio di Sboto Antonino (Barcellona Pozzo di Gotto (ME), 3 maggio 1999), ritenuto responsabile di alcuni furti non autorizzati dalla famiglia barcellonese, uno dei quali ai danni della sorella di un esponente del sodalizio. L’esecuzione dello Sboto avvenne secondo una precisa e agghiacciante simbologia mafiosa: dopo l’esplosione di due colpi di pistola alla testa, gli venivano amputate entrambe le mani. Il cadavere veniva fatto ritrovare il giorno dopo con una telefonata anonima ai Carabinieri; 
  • omicidio di Catalfamo Giovanni (Barcellona Pozzo di Gotto (ME), 29 settembre 1998). Il Catalfamo sarebbe stato ucciso perche’ l’attivita’ di usura a lui attribuita non era tollerata dall’organizzazione mafiosa barcellonese; 
  • omicidio di Di Paola Giovanni (Brolo (ME), 6 ottobre 1995). La vittima era sospettata di aver sottratto delle somme dalle casse di una societa’ operante nel settore del calcestruzzo, sulla quale convergevano gli interessi di esponenti mafiosi barcellonesi.
  • omicidio di De Pasquale Carmelo (Barcellona Pozzo di Gotto (ME), 15 gennaio 2009), ucciso perche’ si riteneva volesse, a sua volta, uccidere D’Amico Carmelo al fine prenderne il posto in seno al gruppo; omicidio di Isgro’ Giovanni (Barcellona Pozzo di Gotto (ME), 1 dicembre 2012), che aveva militato nella fazione perdente facente capo a Perdichizzi Giovanni, a sua volta ucciso;
  • Omicidio di Mazzu’ Nunziato (Oliveri (ME), 13 dicembre 2005), soppresso perche’ si temeva potesse aprirsi alla collaborazione con la giustizia; omicidio di Tramontana Domenico (Barcellona P.G. (ME), 4 giugno 2001). I vertici dell’organizzazione criminale barcellonese avrebbero saputo dell’intenzione del Tramontana di voler eliminare Bisognano Carmelo, all’epoca organico alla famiglia mafiosa barcellonese nonche’ responsabile dell’area di Mazzarra’ S. Andrea e attualmente collaboratore di giustizia e ne avrebbero, pertanto deciso l’uccisione; 
  • omicidio di Mazza Carmelo (Milazzo (ME), 27 marzo 2009), accusato di praticare attivita’ estorsiva senza l’autorizzazione del gruppo. L’uccisione del Mazza venne ripresa dalle telecamere della palestra dalla quale era appena uscito e testimonia l’estrema freddezza e le capacita’ militari del gruppo di fuoco impiegato nell’occasione: l’auto condotta dai killer affiancava la vettura della vittima che veniva raggiunta da un primo colpo di fucile. Perdeva, quindi, il controllo del mezzo e sfondava il cancello di recinzione della palestra, andando a schiantarsi sul muro. Qui veniva raggiunta dagli assassini che la finivano con diversi colpi d’arma da fuoco;
  • 16) tentato omicidio di Carmelo Giambo’, (Barcellona Pozzo di Gotto (ME), 3 marzo 2011). Giambo’ era accusato di trattenere per se’ i proventi estorsivi raccolti per conto della famiglia ed inoltre si temeva che potesse iniziare a collaborare con gli inquirenti. Al termine di un concitato inseguimento per le vie cittadine, durante il quale i killer esplodevano numerosi colpi d’arma da fuoco all’indirizzo della vettura sulla quale viaggiava, il Giambo’ – che e’ tra i destinatari dell’ordinanza, poiche’ gravemente indiziato di due degli omicidi trattati – riusciva a mettersi in salvo presso la Compagnia Carabinieri di Barcellona Pozzo di Gotto (ME).