Da “Il cuore e la terra”, la svolta per a Calabria: ripartire dall’agricoltura. Ad Agraria la presentazione del volume di Laratta e Oliverio

Laratta (4)Ridare slancio all’agricoltura quale settore primario che può ancora contribuire al rilancio dell’economia della Calabria. È questo il messaggio emerso dalla presentazione del libro di Franco Laratta e Nicodemo Oliverio “Il cuore e la terra” svoltasi lunedì al dipartimento di Agraria. L’evento all’Università Mediterranea, organizzato dall’associazione studentesca Ares, presieduta da Michele Mercuri, ha visto il coinvolgimento di studenti, docenti e numerosi esperti del settore. Alla presenza del Rettore Pasquale Catanoso e del direttore del dipartimento Giuseppe Zimbalatti. «È un libro coraggioso che affronta la spinosa questione del settore agricolo in Calabria» – ha affermato Zimbalatti. «A dispetto delle indagini che vedrebbero il settore turistico la prima fonte di sostentamento per l’economia calabrese, le nostre ricerche testimoniano come, al contrario, sia l’agriturismo la risorsa dalla quale emergono maggiori energie e sulla quale le politiche regionali ed europee dovrebbero contare per il rilancio della territorio». Per Franco Laratta, componente del Cda di Ismea, invece, «è l’agricoltura l’unica possibilità di crescita della Calabria ed un investimento per i giovani che possono fare impresa e investire nel settore. Bisogna abbandonare l’idea di un agricoltura di tipo rurale e familiare, oggi essa è più che mai innovazione, produttività e difesa del suolo. Ma oggi i giovani che intendono intraprendere questa carriera, anche dopo gli studi universitari ad Agraria, devono sapere anche che occorre avere una formazione di tipo aziendale, perché i fallimenti che si sono registrati negli ultimi anni sono dipesi da investimenti sbagliati e da scarsa abilità imprenditoriale. Nella consapevolezza che fare agricoltura oggi significa lavorare da professionisti e da tecnici esperti – ha continuato Laratta. Le risorse sono molte, ma serve anche meno burocratizzazione e una competitività che si può giocare solo sulla sfida dell’eccellenza e della qualità». «Un ruolo molto importante lo gioca l’Unione Europea – ha affermato l’altro autore e deputato del Partito Democratico Nicodemo Oliverio. Il nostro ruolo è e sarà quello di combattere una battaglia incisiva rispetto all’Unione, ma anche rispetto alle politiche locali, per i Piani di Sviluppo Rurale che fanno troppa fatica ad essere accettati a Bruxelles, perché spesso troppo tecnici. Così come importante deve essere il riconoscimento, da parte dell’Europa, del ruolo chiave della tracciabilità e dell’etichettatura quale elemento benefico e distintivo delle produzioni». Per il Presidente del Consiglio Regionale Nicola Irto, invece: «è necessario favorire il ricambio generazionale nelle aziende e fare entrare giovani che abbiano idee e voglia di mettersi in gioco. Importante è anche favorire l’accesso al credito per i nostri territori». Irto ha anche espresso la necessità di un “brand Calabria” che «sia sinonimo di qualità, con investimenti nel marketing territoriale incentrato sui prodotti agricoli. Oggi l’Unione Europea ha preso dei provvedimenti che tutelano le produzioni olivicole della Tunisia a discapito di quelle calabresi. È un problema di concorrenza sul quale dovremo intervenire al più presto per risollevare le sorti della nostra economia».