Da Augusta a Messina: l’ipotesi di un hotspot per gestire il flusso dei migranti

L’idea del trasferimento, ventilata dal Viminale, è stata riportata da Repubblica: l’obiettivo è snellire le pratiche d’identificazione, accelerando i controlli di sicurezza e le registrazioni

migranti a reggio (15)Un hotspot per gestire il flusso dei migranti con maggiori capacità organizzative, dislocato nello Stretto e non ad Augusta, laddove gli sbarchi sono aumentati esponenzialmente nei mesi. A rivelare i piani dell’Esecutivo è stato il quotidiano La Repubblica, che ha però evidenziato come il nuovo appalto sia stato al momento bloccato da un intervento della Procura di Siracusa. Qualora il disegno dell’Esecutivo fosse confermato e si passasse dalle parole ai fatti, la tradizionale macchina organizzativa della Prefettura sarebbe di fatto sostituita da una realtà operativa integrata con le strutture militari di controllo, prime fra tutte la Frontex, l’agenzia comunitaria per il controllo delle frontiere, e l’Europol, l’organo in cui si formulano le direttrici di cooperazione nel settore di polizia. Gli hotspot servono essenzialmente a registrare, fotosegnalare e raccogliere le impronte digitali dei migranti, per effettuare le operazioni d’identificazione con maggiore celerità e accuratezza. Ogni centro, secondo le ipotesi avanzate dal Viminale, dovrebbe ospitare circa 1500 persone.

[foto d’archivio]