Condofuri, dura nota del consigliere Iaria: “quattro salti in padella”

condofuri“Un overdose di articoli e servizi televisivi ha accompagnato l’esplodere dell’affaire Bachelet! Questa dura battaglia di verità e giustizia è stata seguita con attenzione dalla stampa. Condofuri ha preso così coscienza delle nefandezze perpetrate sulla pelle dei bambini che quell’edificio lo hanno frequentato e di quelli che si voleva vi entrassero… Le becere rassicurazioni del Sindaco, del ViceSindaco  e del Presidente  del consiglio sulle carte “formalmente a posto” si sono rivelate per quello che erano (aria fritta) delineando la mancanza in capo agli stessi fenomeni della minima capacità di comprensione dei processi amministrativi… Addirittura la Giunta è stata costretta a bloccare la gara d’appalto il giorno prima della scadenza del bando. Una figuraccia planetaria che indurrebbe  chiunque fosse dotato di un minimo di dignità (politica) all’espatrio! Pare poi che alcuni imprenditori, che avevano sottoscritto le polizze fideiussorie per la gara, abbiano avuto un acceso scambio di vedute con il Sindaco-marziano che continuava a ripetere loro: “Tranquilli, le carte sono a posto. Me ne assumo la responsabilità”. Quegli sventurati lo fissavano con gli occhi sbarrati, allucinati…”. Lo afferma in una nota Tommaso IariaConsigliere comunale di Condofuri.

“Per provare ad uscire dal vicolo cieco, il Sindaco-fallimento ha voluto una Commissione di “studio” invece di quella “d’indagine”. Ebbè, a studiare (il codice degli appalti ed il diritto amministrativo) bisognava pensarci prima di accusare ingiustamente la minoranza; prima di assumersi la responsabilità della vicenda; prima di avviare l’appalto senza che vi fossero i documenti necessari. Per dirla tutta, prima ancora di avventurarsi alla guida del paese! Oggi è il tempo di scoprire cosa c’è (o non c’è) in quelle fondamenta e di trovare una soluzione al patatrac propinatoci dal trio da sballo: Mafrici, Naimo e Gurnari!”

“Il primo contraccolpo  dell’affaire è stato l’avvio del tiro al piccione contro i due Consiglieri che, dopo anni di silenzi compiacenti, hanno avuto il coraggio di denunciare. Un attacco  posto in essere da chi su quella scuola ha speculato ma anche da quanti vorrebbero mettere le mani sul paese. Agli “scomodi” Iaria e Vadalà ogni cittadino dotato di onestà intellettuale dovrebbe dire grazie! E grazie lo si dovrebbe dire pure all’On. Dieni ed al Mov.5Stelle che l’affaire Bachelet lo hanno portato in Parlamento. Infatti, anche se qualche nostro concittadino rosica amaro dall’invidia, l’anomalia non è da ricercarsi in un Partito che scende in piazza (è il compito “istituzionale” dei partiti) bensì nella latitanza di quanti in quella piazza non c’erano, a partire dal Sindaco e dagli altri parlamentari calabresi. Mistificare la realtà, declassando la serissima faccenda a litigio tra maggioranza e minoranza, con l’obiettivo non dichiarato di sminuire i meriti di Iaria e Vadalà, rappresenta, invece, l’ennesima nefandezza di questa brutta storia…”

“Ci sono momenti che aspetti tutta la vita. Te ne stai li giorni e giorni a pensare: quando accadrà? E poi ecco… finalmente l’ho sentita. Era tanto che aspettavo un’occasione così! E’ accaduto l’altra mattina in Consiglio comunale, allorquando il Vice Sindaco ha espresso tutto il suo altezzoso disprezzo per questo foglietto verde che voi, quatti e guardinghi, leggete di soppiatto nella stanzetta. Del senso di vomito che inesorabile la assale non appena intravede i foglietti corrosivi me ne parlarono alcuni suoi commensali. Sono responsabile, mi dissero ridendosela sotto i baffi, di più di un boccone andato per traverso alla signora! Ella non ne può più delle “ingiurie” che, a suo dire, distribuirei impunemente a destra e a manca. Non mi riconosce il diritto di critica, né quello di satira tantomeno l’originalità della  prosa. Credetemi sulla parola se vi dico che io non le ho mai chiesto di leggerli i miei foglietti. Anzi, confesso di non pretenderlo nemmeno, tanto più se le causano disturbi all’intestino. Sono un tipo pacifico…”

“Tutti, invece, odiano me. Sono un rinnegato: peggio della Bachelet, ma userò misericordia che per alcuni la Parola di Dio è bella da ascoltare la domenica mattina e poi a mezzogiorno tutto finisce… Più o meno ciò che accadde con quell’altra porcheria del “Documento standard per l’educazione sessuale”, messo al bando da Papa Francesco e dalle Chiese tutte, ma definito dalla signora Naimo, Assessore alla Cultura di questo paese, “un lavoro di grandissimo spessore scientifico”…

“La cultura non è un selfie o qualcosa che si acquista al supermercato ragion per cui resterà iscritta negli annali dello spettacolo la “Commissione Pari Opportunità del Comune di Condofuri”. A renderla immortale non è l’originalità delle analisi e/o dei processi culturali avviati (eludendo sistematicamente il Consiglio che l’ha istituita) quanto il fatto che alcune delle gioiose convenute al social club giocano a fare le intellettuali citando a memoria il titolo dell’ultimo libro pubblicizzato su Gossip! Un segno dei tempi anche questo…”

“Analizzando l’attività amministrativa del Vicesindaco con delega al sottovuoto spinto,  emerge chiaro come la pomposità dei sermoni letti tra gli sbadigli dei Consiglieri si esaurisca in “parabole deboli ed indefinite”, della stessa consistenza cioè dei fogli di carta velina che anche quando ci sono tu non li vedi! Stendiamo, infine, un velo pietoso sulle manovre organizzate per estromettere da quel posto nella direzione nazionale del suo partito una giovane di belle speranze…”

“Il mondo, lo scrivo per quelli che ancora non se ne sono accorti, va a scatafascio: le nazioni falliscono, gli uteri si affittano, gli uomini si sposano tra loro, i bambini si comprano e la Naimo ha sballato il PD… Amici, la barca sta affondando: si salvi chi può!”