Allarme dell’Ugl Agroalimentare Calabria: “settore forestale a rischio, finanziamenti insufficienti per il 2016″

AgricolturaL’Ugl Agroalimentare Calabria esprime “forte preoccupazione per la situazione di stallo in cui versa il settore forestale calabrese e per il futuro dei lavoratori addetti. In particolare, preoccupa la situazione in cui si trova l’Azienda Regionale Calabria Verde, commissariata a seguito delle dimissioni del direttore generale, per il clamore delle iniziative giudiziarie legate all’uso dei fondi Ue nel 2015, ed in seguito nominato direttore amministrativo delle stesso ente. Calabria Verde ha iniziato l’anno con una striminzita nota che disponeva la prosecuzione delle attività pregresse “nelle more” di una nuova progettazione, della quale, però, non si hanno tracce e su cui l’azienda non ha inteso avviare alcun confronto sindacale e nemmeno informare il Comitato Tecnico di Indirizzo per le funzioni di competenza di cui alla l.r. 25/2103. L’Ugl rileva il perdurare di carenze funzionali ed inoltre l’insufficienza dei finanziamenti disponibili, necessari a garantire la continuità delle attività di forestazione, di tutela del territorio e la salvaguardia dei livelli occupazionali. Secondo il bilancio previsionale di Calabria Verde, Det.249/2015,  l’ente avrebbe bisogno di oltre 300 milioni di euro per il 2016, mentre risultano disponibili soltanto meno della metà, legati al finanziamento statale storico per la forestazione calabrese che parte dal 1984 ed alle integrazioni seguenti. Pertanto, in atto sono rilevabili sia ritardi nella programmazione e progettazione delle attività, sia carenze nelle risorse necessarie per garantire gli stipendi dei lavoratori addetti. L’Ugl Agroalimentare Calabria ribadisce l’urgenza di aprire un ampio confronto sulle prospettive del settore, per conoscere e capire gli orientamenti della Regione. E’ necessario, inoltre, che sia fatta chiarezza sulla situazione gestionale di Calabria Verde e sulle disponibilità di bilancio necessarie per finanziare le attività forestali e pagare gli stipendi ai lavoratori per l’anno in corso. Il settore, che conta migliaia di addetti, è in grave crisi e rischia di collassare, di essere smantellato con effetti disastrosi per la cura del territorio e dei boschi e con pesanti ricadute negative legate alla perdita del lavoro per operai ed impiegati”.