Visita di Mattarella, Reggio grande assente: la città è tornata ai margini della Calabria

Storica visita di Mattarella in Calabria, ma a Catanzaro non ci sono ne’ il Sindaco Falcomatà, ne’ il Presidente della Provincia Raffa ne’ tanto meno l’ex governatore Scopelliti. E i simboli dell’evento non contemplano quelli della città più importante della Regione

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Reggio Calabria grande assente alla visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in Calabria: il Capo dello Stato è stato ieri a Catanzaro per inaugurare la nuova Cittadella Regionale. Accolto con giubilo dal governatore silano Mario Oliverio e dai suoi predecessori catanzaresi Loiero e Chiaravalloti, Mattarella ha incontrato la comunità calabrese ed ha parlato ad una platea composta da circa 400 sindaci, molti rappresentanti istituzionali e politici di tutte le realtà della Regione. Tranne Reggio Calabria. Non c’era, infatti, il Sindaco Giuseppe Falcomatà, non c’era neanche il Presidente della Provincia Giuseppe Raffa, non c’era l’ex governatore Giuseppe Scopelliti. Non hanno in comune solo il nome: erano le figure politiche e istituzionali più attese per Reggio Calabria, invece hanno dato buca. Tutti e tre.

mattarella 01Falcomatà e Raffa sono i due principali esponenti delle istituzioni reggine, ma a Catanzaro non ci sono andati. Scopelliti è stato il predecessore di Oliverio che, durante la propria amministrazione ha realizzato il 90% dei lavori della Cittadella Regionale inaugurata ieri. Lo sa bene Mattarella che nel suo discorso ha esordito così: “oggi i calabresi hanno una casa razionale e bella. Risultato del lavoro di giunte diverse e di diverso disegno politico“. Pochi minuti prima, invece, Oliverio nel suo discorso aveva tentato di prendersi i meriti della realizzazione dell’opera, evidentemente ribaltato poco dopo dalle parole del Capo dello Stato. Ma a prescindere da questo, Reggio ieri era la grande assente alla corte del Presidente della Repubblica. Scopelliti ha declinato l’invito di Oliverio e non ha voluto partecipare all’evento. Falcomatà e Raffa non c’erano. A dare una piccola testimonianza di “regginità” c’è stato soltanto il giovane Nicola Irto, che però è Presidente del Consiglio Regionale e non rappresenta un’istituzione cittadina ma, appunto, regionale.

2016012901594323583L’assenza di Reggio, principale città della Calabria, non è stata solo quella della politica e delle istituzioni. E’ stata un’assenza a 360°, anche nei simboli e nella cultura dell’evento. A fare da cornice alla visita di Mattarella, infatti, ci sono stati solo ed esclusivamente elementi della cultura, della simbologia e delle tradizioni di Crotone e Cosenza. Oliverio ha regalato a Mattarella il “Pitagora d’argento“, opera realizzata per l’occasione dal maestro orafo crotonese Michele Affidato. La scultura, in argento, raffigura il filosofo e matematico Pitagora, fondatore nell’antica Kroton della Scuola Pitagorica. Il secondo dono di Oliverio a Mattarella è stato il Libro delle Figure dell’Abate Gioacchino da Fiore con le Tavole “Liber Figurarum” di Leone Tondelli, richiamando uno dei più importanti riferimenti culturali silani, di quella San Giovanni in Fiore che a Oliverio ha dato i natali.

Il-Presidente-Scopelliti-Incontra-il-Sindaco-di-Suwon1Eppure fino a pochissimo tempo fa i simboli della Regione Calabria erano tutti reggini: i Bronzi di Riace, i dipinti dello Stretto realizzati da artisti reggini, i libri che raccoglievano le opere fotografiche più importanti sulle bellezze del mare di Scilla o delle montagne del Parco Nazionale dell’Aspromonte. Pochissimo tempo fa, appunto: oggi non più. Reggio è tornata ai margini della Calabria, come in fondo era sempre stata eccezion fatta per la stagione di Scopelliti, unico reggino eletto Presidente della Regione Calabria nella storia del regionalismo lunga ormai 46 anni e dieci legislature. Tutti i punti di riferimento della Regione Calabria, tra 2010 e 2014, erano su Reggio: gli spot turistici, i doni e gli omaggi nelle visite istituzionali, i prodotti del territorio. Dai Bronzi di Riace al Bergamotto, dal Lungomare definito da D’Annunzio “il chilometro più bello d’Italia” al fascino di Scilla e la bellezza di Gambarie fino alla cultura di San Paolo e al suo approdo sulle rive della città, al protettore San Giorgio e alla patrona la Madonna SS della Consolazione. La cultura reggina si stava imponendo nella politica, nelle istituzioni e nella vita sociale di una Regione che nella sua storia aveva considerato Reggio certamente la città più importante, ma sempre marginale e distante, come se fosse un’appendice della Sicilia.

falcomatà e raffaProprio per l’impegno di Scopelliti, Reggio è diventata Città Metropolitana e grazie a questo storico provvedimento potrà adesso gestire in autonomia molti capitoli di spesa, come una Regione indipendente. Un’eredità importante per gli amministratori di oggi, una scelta lungimirante, visto che Reggio è tornata ai margini della Calabria com’era sempre stata nella storia: al posto dei Bronzi e di San Giorgio adesso ci sono Pitagora e l’Abate Gioacchino da Fiore, in un copione già scritto e già visto. Adesso ai rappresentanti istituzionali reggini il compito di tracciare un percorso di crescita e sviluppo per una città che ne ha tremendamente bisogno e che, al di fuori dal contesto regionale da cui è nuovamente esclusa, dovrà farlo esclusivamente con le proprie forze. Ci riuscirà? Una sfida difficile ma vitale per il futuro della comunità reggina.

LaPresse/Domenico Notaro
LaPresse/Domenico Notaro