Reggio, Ripepi è durissimo: “manca un’idea di città. La Falcomatà Spa ci spinge nel vuoto”

massimo ripepi aeroporto  (4)“C’è un’idea di Città a Reggio? Ci sembra proprio di no! Quello che manca è proprio un’idea di Città. Non si può continuare a rincorrere le manchevolezze o i danni fatti dagli altri. Ormai è passato più di un anno di amministrazione Falcomatà s.p.a., solo il vuoto…….assoluto !!!. Serve una visione, un’idea di Città, un progetto da portare avanti senza tentennamenti o contraddizioni. Amministrare una città è una roba seria. Si tratta di uscire dai problemi del quotidiano che sono tanti e si devono ottimizzare e risolvere, le strade dissestate, la spazzatura, i trasporti, l’acqua, le scuole, il welfare urbano. Cose importantissime e propedeutiche a qualsiasi ipotesi di sviluppo per la città, ma se fosse solo questo non c’era bisogno di andare a votare, i commissari potevano fare meglio. Insieme a questo serve l’idea di Città, la visione, il progetto per riportare Reggio ad essere competitiva ed attrattiva”, afferma in una nota il consigliere comunale di opposizione Massimo Ripepi. “Quindi serve prendere quello che c’è di buono, prodotto o pensato in passato, scartare quello che non si ritiene utile per la Città ripartendo con una programmazione che aiuti il rilancio dell’economia e dell’immagine della Municipalità che è compromessa. Ma tutto questo – prosegue- non si può fare con i tuttologi prodotti in casa, con assessori che ancora chiedono “per andare dove dobbiamo andare per dove dobbiamo andare?” senza una concertazione con le agenzie del sapere ed i corpi intermedi. Serve una svolta, possibilmente ad U, che in questo caso non è vietata anzi serve come il pane, per fare uscire la Città dalle secche. Reggio ha finito la sua corsa di città che si fondava sull’esistenza del compartimento delle Ferrovie, delle Poste, della Sip, dell’Enel, tutto questo è finito. Serve un nuovo modello di sviluppo e non si può fare da soli. Non si può uscire dalla sera alla mattina con interventi abborracciati come il Miramare. Tu amministratore – aggiunge- non puoi dirmi io ho salvato il Miramare, perché il giorno del mio insediamento mi telefona la Cassa Depositi e Prestiti e mi offre 19 milioni di euro per comprare l’albergo ed io dico no perché l’albergo deve rimanere alla città. Per poi affidarlo a quattro ragazzini che giocano a fare gli imprenditori. Io cittadino ci capisco sempre meno. Tu mi vuoi educare alla legalità? Allora non tirare fuori queste iniziative che sanno di strapaese. Ti chiedo, se è vero, perché non hai venduto il Miramare alla Cassa Depositi e Prestiti? Con i 19 milioni avresti ripianato una parte di debito che dici di avere e che io cittadino dovrò pagare. Avresti dato respiro alla cittadinanza ed una scossa all’economia urbana, la CDP, come ha fatto in altri casi ti avrebbe ridato, di fronte ad un progetto credibile l’albergo per rilanciarlo, altrimenti l’avrebbe fatto lei stessa. E nei suoi compiti istituzionali. Invece – conclude- abbiamo perso capra e cavoli ed hai dato a me cittadino il segnale di non avere e di non perseguire una visione di città, coerente e condivisibile”.