Reggio, l’Enalcaccia esprime il proprio disappunto per la chiusura anticipata della caccia

cacciaLa Sezione Provinciale Enalcaccia di Reggio Calabria denuncia la rinnovata quanto scellerata decisione di anticipare la chiusura della caccia a partire dal 20 gennaio 2016, a beccaccia tordo bottaccio e cesena, giusto per favorire il fanatismo ambientale. Il 15 gennaio, a seguito della seduta del Consiglio dei Ministri svoltasi il 15 gennaio 2016, l’esecutivo, esercitando i poteri sostitutivi sul calendario venatorio, ha disposto il blocco della caccia in sette regioni: Calabria, Toscana, Lombardia, Umbria, Liguria, Puglia e Marche. Questa iniziativa, giunta al termine della stagione venatoria, denota una chiara decisione dittatoriale che non ha niente a che vedere con i “Poteri Sostitutivi”, visto che trattasi di una reiterata decisione dell’anno precedente. La Regione Calabria, nel redigere il calendario venatorio approvato dopo aver visto la legge, visto il piano faunistico venatorio Regionale e sentito l’Ispra, ha approvato e reso noto il calendario venatorio 2015/2016. La decisione del Consiglio dei Ministri, con la sua delibera di sospendere la caccia alle specie cacciabili tordo bottaccio e cesena, dove il prelievo era previsto fino al 31 gennaio, ha esercitato i poteri sostitutivi per truffare i cacciatori che in virtù di quel calendario venatorio avevano pagato il rinnovo della licenza di caccia, privando loro la possibilità di una scelta diversa. Il provvedimento, che di fatto commissaria le Regioni interessate, non lascia spazio ad eventuali ricorsi, ma non vieta le stesse Regione di esprimere il loro disappunto al Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti per quanto deliberato. Dinnanzi ad una manovra spudoratamente elettorale, i cacciatori della Regione Calabria chiedono di essere sin da subito tutelati.