Reggio, la denuncia dell’opposizione: “il Miramare non è più un albergo”

reggio miramare riaperto (7)“Campeggia sulla ringhiera della più importante e prestigiosa struttura del lungomare reggino uno banner che recita: Il Miramare una casa e non un albergo.
La scritta dice tutto sulla sorte che la maldestra politica di questa Amministrazione comunale ha confezionato per il Miramare, spacciando una scelta improvvisata e pressapochista come un evento che avrebbe dovuto riconsegnare la struttura alla città”. Lo afferma in una nota Renato Di Pietro di Destra Per Reggio – Coordinamento territoriale.
“E’ chiaro ed evidente come l’uso della struttura sia limitato ad eventi senza un eco condiviso e diffuso, anzi occasioni configurate quasi come private; ultima la trovata del drink di sabato prossimo , occasione rispetto alla quale la dizione di “casa” appare appropriata nonostante ospiti una apprezzabile ed apprezzata iniziativa di solidarietà che non è intaccata dalla critica sull’infelice scelta politica comunale”.
“Trasformato in “casa” sono state consegnate le chiavi del Miramare ad un ente privato per farne ritrovo, in spregio per almeno tre buoni motivi ad ogni principio di corretta amministrazione: il primo che vuole l’immobile destinato ad albergo per volontà della donazione anche per ricavare economie da destinare al sostegno dei ricoveri per anziani, principio questo deliberato dallo stesso consiglio comunale con piena efficacia ma puntualmente disatteso; il secondo che vede un bene valutato per oltre 10 milioni di euro nel patrimonio immobiliare ed equivalente a circa il 10 per cento del disavanzo nella casse del Comune, affidato al privato senza alcuna utilità finanziaria per l’Ente, anzi il costo pubblico di questa scelta continua a gravare sui reggini poichè il Miramare, venduto o locato con adeguato canone, avrebbe potuto rappresentare una entrata economica da destinare all’abbattimento delle tasse dei reggini; il terzo e non meno rilevante riguarda lo smacco verso quegli imprenditori che , vessati dalla crisi e dallo stesso ente comunale, quotidianamente lavorano per mantenere viva l’attività e garantire il lavoro ai dipendenti o, addirittura, hanno abbassato la saracinesca come il Matteotti o lo storico Bar Camagna. Invece di cianciare il pettinato Sindaco inizi a considerare che l’amministrazione pubblica non è una casa privata ma è il luogo dove l’utilità và diffusa in una logica collettiva; smetta di usare valori come trasparenza e legalità quali spot da vetrina, spieghi invece le varie irregolarità come quella del Miramare, più volte rilevate e denunciate all’opinione pubblica ma si sa, per la sinistra al potere, la realtà è un’altra storia”.