Reggio, il “centro studi tradizione partecipazione” aderisce al family day

Famiglia1-615x380Il CSTP di Reggio Calabria aderisce e partecipa, con una delegazione guidata dal Presidente Giuseppe Agliano, alla manifestazione prevista per domani a Roma per dire no al ddl Cirinnà sulle unioni civili, in discussione in questi giorni in Parlamento. Colto da un impeto modernista, che finirà per essergli fatale, l’esecutivo guidato da Matteo Renzi, oltre che scassare la Costituzione, vuole anche mettere la famiglia tradizionale su un binario morto. “Il ddl Cirinnà è pericoloso, e non solo perché apre a qualcosa ma perché chiude di fatto la stagione della logica. Aprire alle adozioni gay sbandierando ai quattro venti di voler assistere un bisogno, significa mistificare la realtà e le vere esigenze di una società. Ci chiediamo come mai non ci sia lo stesso vigore nel rendere più facili le adozioni ad una coppia composta da un uomo e da una donna, che spesso sono costretti ad andare a migliaia di chilometri di distanza dall’Italia, investendo cifre significative mente gli orfanotrofi italiani restano inavvicinabili. La destrutturazione sociale della famiglia e della vita (non dimentichiamo l’accelerazione che il governo vorrebbe dare sull’utero in affitto) – sostiene il Centro Studi Tradizione Partecipazione - è il rischio che l’esecutivo di un premier non eletto vuole imprimere al suo mandato. Forse per emulare la modernità degli Stati nord europei, forse per rottamare anche ciò che resta della tradizione cristiana italiana di cui, forse, Renzi si vergogna: ma milioni di italiani no. Infatti, oltre il 75% è contrario a questo tipo di Legge. Il Family Day in questo senso resta uno schiaffo che la Nazione intera infligge a Renzi, sempre più proiettato verso orizzonti che non appartengono all’Italia, ma che forse ha intravisto tra qualche slide o nei farfugliamenti sui social network. Condividendo la necessità di ribadire e difendere uno dei principi fondanti della Costituzione che riconosce la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio – continua il Centro Studi – ci preoccupa il fatto che nessuno si stia impegnando, invece, per sostenere politiche relative alle famiglie, agli asili comunali, assistendo sui territori i bisogni reali degli italiani. Come se la disoccupazione, la cassa integrazione, le bollette sempre più alte, i rincari di autostrade e treni, fossero risolvibili con la battaglia ideologica contenuta nel ddl Cirinnà. Riteniamo, altresì, corretto e giusto intraprendere una azione volta alla tutela giuridica delle coppie di fatto etero e omosessuali, ma la loro equiparazione al matrimonio esula dalla Costituzione e non è, quindi, accettabile. Per noi – conclude la nota del Centro Studi - non esiste nessun diritto all’adozione da parte di coppie omosessuali, semmai esiste e va tutelato il diritto di ogni bambino ad avere una mamma e un papà, no il genitore 1 e il genitore 2. Il Ddl Cirinnà è, inoltre, un pasticcio con evidenti tratti di incostituzionalità dati dall’equiparazione tra matrimonio e unioni civili e, dietro la Stepchild Adoption, si nasconde in realtà la volontà di promuovere la pratica dell’utero in affitto e della fecondazione eterologa anche in Italia. Perciò, noi domani saremo al Circo Massimo, insieme a milioni di italiani a gridare forte il nostro NO a questo scempio costituzionale”.