Reggina, maglia bianconera per celebrare i 102 anni del club: pillole di storia

reggina1914E’ fatta! Manca solo il comunicato stampa da parte della Società (martedì 5 alle ore 11:00 la conferenza di presentazione alla Provincia) ma è praticamente certo che mercoledì 6 gennaio, alle ore 14.30, allo stadio “Oreste Granillo”, l’ASD Reggio Calabria scenderà in campo onorando quella che fu la sua prima maglia: quella bianconera. Contro l’Aversa Normanna, in una gara valida per la prima giornata di ritorno del campionato di serie D girone I, la squadra del Presidente Praticò e del Direttore Generale Martino onorerà la sua storia indossando i colori che dipinsero le prime maglie degli avi (calcisticamente parlando) di chi oggi indossa la pur sempre gloriosa maglia amaranto. Ce l’hanno fatta, quindi, l’Associazione Culturale “Leggende Amaranto” e la trasmissione radiofonica “Tutti figli di Pianca” a vedersi riconosciuta dalla Società reggina le loro richiesta e proposta affinché si vedesse, in prossimità del 102° compleanno, la Reggina di oggi vestire i colori indossati dai sui antesignani. Grande merito va, quindi, alla Società a cui, in più riprese ed occasioni, “Leggende Amaranto” e “Tutti figli di Pianca”, si sono rivolte interloquendo con il DG Martino che, a nome dell’ASD Reggio Calabria, in diretta radiofonica a fine ottobre scorso disse “E’ una bellissima idea che, è doveroso da parte nostra, prendere in grande considerazione e far sì che possa accadere”. Evidentemente, tra persone perbene, la parola data vale più di qualsiasi altra cosa. Si colmerà, così, un vuoto che non è stato voluto colmare dalla Reggina Calcio 1986 che, in occasione del Centenario (l’11 gennaio 2014) si “sforzò” facendo allenare al “Granillo” – dove comunque si erano riunite centinaia di tifosi comunque intenzionati a festeggiare la propria squadra – quella squadra che da lì a qualche mese sarebbe retrocessa in Lega Pro al termine di una stagione da ricordare in negativo. Eppure, quella stagione, la 2013-2014, la Reggina Calcio 1986 l’aveva presentata come “la stagione del Centenario”, quella che avrebbe visto festeggiamenti in grande stile, un gran risultato finale e chi più ne ha più ne metta. Una stagione fatta di proclami, di promesse, ma, soprattutto, del rinnegare la propria storia (vero è che la Reggina stagione 2006/2007 sfoggiò il “20°” accanto al proprio logo e, nella stagione 2010/2011, il “25%”) salvo poi proclamare i festeggiamenti per il Centenario tre sole stagioni dopo (?!?). 20 anni nel 2006, 25 nel 2011 e 100 nel 2014: al Sant’Agata, dove di cifre se ne intendono, ogni anno dopo il 2011 (3) vale 5 lustri (?!?). Anche questa, però, è storia. Sigh! Oggi, però, la storia sembra proprio non essersi mai interrotta e, sebbene ci chiamiamo ASD Reggio Calabria (ma ci chiamammo anche U.S. Reggio Calabria, Reggio Foot Ball Club, A.S. Reggina ed anche Reggina Calcio 1986), le nostre fede, passione ed amore, compiranno a breve 102 anni. Lo scorso anno, a fine giugno (con qualche mese di ritardo sulla data esatta), “Leggende Amaranto”, “Tutti figli di Pianca” e l’Associazione Culturale “Giornalisti Reggini” festeggiarono comunque il “100+1: il Centenario di chi ama la Reggina”. Lo fece con un evento unico nella storia amaranto: unico vista la sua unicità ma anche unico perché ideato e realizzato dai tifosi e non da altri che ne avrebbero lucrato piuttosto che destinare tutto il ricavato all’Hospice “Via delle Stelle”. 27 anni dopo lo spareggio di Perugia e 26 anni dopo quello di Pescara, la “Banda Scala”, la Reggina che per prima sfiorò quella serie A che poi giunse dieci anni esatti dopo, fu riunita nella sua interezza. Quella formazione che ogni tifoso amaranto ha (o dovrebbe avere) scolpita nella sua memoria (Rosin, Bagnato, Attrice, Armenise, Sasso, Mariotto, Lunerti, Guerra, Catanese, Raggi ed Onorato) ritornò a Reggio in una tre-giorni ad altissimo contenuto emozionale e storico. Ai magnifici “11” si unirono Dadina, Tovani, Danzè, Visentin, Cotroneo, Garzya ma anche il fisioterapista D’Agostino, l’allenatore dei portieri Di Palma ed ovviamente, lui proprio non poteva non mancare, il grande Nevio Scala. Ecco la nostra storia: fatta di alti e bassi, di gioia e di tristezza, di soddisfazioni e di delusioni ma è pur sempre la nostra storia. “Leggende Amaranto” e “Tutti figli di Pianca”, felici di aver trovato in Gabriele Martino un interlocutore serio e di parola, ringraziano l’ASD Reggio Calabria nella persona del suo Presidente Mimmo Praticò e degli altri dirigenti (Nato Martino, Gianni Sgrò, Francesco Giuffrè, Domenico Comandè, Pietro Polimeno e Giuseppe Praticò) per aver esaudito un desiderio sposando la proposta di disputare la partita casalinga più vicina all’11 gennaio 2015 indossando i primi colori “padri” dell’amaranto. Il percorso per riavere la nostra storia è, oggi, più agevole e l’obiettivo più vicino.

…Nacque così la “Lanterna Rossa” (siamo nel 1922, ndr). … Trovato, finalmente, un campo più grande, occorreva migliorare la dotazione della squadra, sin qui in maglia bianconera, che proprio adesso diventava interamente nera, secondo la moda lanciata dal Casale (Campione d’Italia 1913/1914, ndr), che allora andava per la maggiore e che, a sua volta, si era ispirato al colore della camicia degli Arditi (da altre ricerche risulta invece che il nero del Casale fu scelto in contrapposizione alla divisa bianca della Pro Vercelli, ndr). Tra l’altro, il Reggio F.B.C., proprio in quel 1922, si accingeva a partecipare ad un torneo di Seconda Divisione a carattere locale e ad un campionato calabro-siculo, nel quale figuravano la Peloro di Messina e la Gargallo di Siracusa. Occorreva, dunque, qualcosa di più adeguato. La spinta la diede, ancora una volta, il segretario del PNF, Giovanni Priolo. Questi partecipò alle prime elezioni gerarchiche fasciste, che si svolsero a Firenze, da dove spedì a Reggio una cassetta di indumenti calcistici per quindici giocatori … Non potendo però, la nuova dirigenza accollarsi l’onere delle esposizioni di quella vecchia, venne allora di comune accordo deciso di cambiare denominazione alla società. Nacque, così, l’U.S. Reggina, sulle ceneri del Reggio F.B.C.. Era il 1928…. (tratto da “La Reggina di tutti i tempi” di Saverio Pedullà – 1980).

Per tutti, o quasi, la Reggina nacque nel 1914. A dire il vero, da quell’anno al momento in cui una società calcistica assumerà il nome “Reggina” passeranno quasi 15 anni” (nel 1928, allorquando il Reggio Foot Ball Club si trasformerà nella più conosciuta Reggina, n.d.r.). In quel lontano 11 gennaio 1914, infatti, sessantuno impiegati pubblici, sottoscrivendo un atto collettivo ed impegnandosi a versare una quota annua a testa di quindici lire, non fondarono la cosiddetta A.S. Reggina 1914, bensì l’Unione Sportiva Reggio Calabria. … E’ opportuno evidenziare come, in quegli anni, a Reggio fosse radicata una fervida attività calcistica: Ausonia, Audace, Garibaldi, Savoia, Giovani Calciatori e Girardengo sono solo alcune delle società attive in quegli anni. … Il mitico terreno della “Lanterna Rossa” fu uno dei luoghi indimenticabili della storia non solo sportiva, ma anche sociale, di Reggio. … nacque proprio per far fronte alla “voglia di calcio” che la città in quegli anni sentiva fortissimamente: agli albori, infatti, le squadre reggine erano solite incontrarsi sui cosiddetti “Campi francesi”, terreni in terra battuta che si trovavano dove oggi sorgono gli Ospedali Riuniti, oltre che a Modena ed al Foro Boario. … Lo stadio era pronto, adesso era arrivata l’ora di giocare! … fu Priolo a fornire un’ulteriore miglioria al Reggio Foot Ball Club: da Firenze arrivò infatti una cassetta di indumenti calcistici per quindici giocatori. Da bianconera, la casacca diventò completamente nera. (tratto da “Reggina 1914-2008: la storia” di Giusva Branca – 2008).