‘Ndrangheta, ritrovato un bunker nel reggino in uso alla cosca Bellocco

Data la conformazione del nascondiglio, gli investigatori sono certi si trattasse di un rifugio momentaneo da utilizzare nel caso di perquisizioni da parte delle forze dell’ordine o ancor peggio per assicurarsi l’irreperibilità nella sempre critica fase dell’esecuzione di misure cautelari

SONY DSCAll’alba del 12 gennaio 2016, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria di Vibo Valentia, hanno effettuato delle accurate perquisizioni domiciliari ai danni di alcuni esponenti della famiglia Bellocco di Rosarno (RC). In particolare in contrada Zimbario, all’interno dell’abitazione di campagna e relative pertinenze, di proprietà di Bellocco Rocco, di anni 63, pluripregiudicato, in atto detenuto, elemento apicale della omonima famiglia di ‘ndrangheta, egemone nel comprensorio della Piana di Gioia Tauro e con salde ramificazioni nel Nord e Centro Italia ed all’Estero, individuavano e ponevano sotto sequestro 01 “bunker”.
All’intercapedine del manufatto, rinvenuta nel vano cucina, si accedeva tramite un pannello in mattoni a scorrimento, delle dimensioni di cm. 60X60, con congegno di apertura elettrico. Le dimensioni del rifugio, una volta avuto l’accesso, erano di mt. 1 di larghezza, 0,5 di lunghezza e 2,5 di altezza. All’interno erano, inoltre, presenti nr. 03 prese d’aria ed il vano risultava fornito di energia elettrica. Data la conformazione del nascondiglio, gli investigatori sono certi si trattasse di un rifugio momentaneo da utilizzare nel caso di perquisizioni da parte delle forze dell’ordine o ancor peggio per assicurarsi l’irreperibilità nella sempre critica fase dell’esecuzione di misure cautelari. In considerazione del proprietario della masseria, è ipotizzabile che il bunker sia stato utilizzato proprio dal predetto Bellocco Rocco che in passato è anche riuscito a sottrarsi a provvedimenti restrittivi dandosi alla latitanza. Ultimate le operazioni, i Carabinieri hanno posto sotto sequestro l’intero immobile per poter esperire degli accertamenti più specifici.