Minacce della ‘ndrangheta allo Sporting Locri? “E’ tutta una bufala!”

Risvolto incredibile nelle indagini in merito alla vicenda dello Sporting Locri

sporting locri 01Triste e ancora tutta aperta la questione dello Sporting Locri. La squadra di calcio a 5 femminile avrebbe subito minacce vergognose, inducendo il presidente Ferdinando Armeni a minacciare il ritiro della propria squadra dal campionato e addirittura cederla a titolo gratuito. Ma forse tutto ciò è falso, a partire dai pizzini minatori nei confronti del presidente. “Sai chi siede in questo posto, vero?” E’ il testo del più pesante tra i messaggi ricevuti dal presidente Armeni, trovato sul passeggino del figlio. Da lì si è scatenato il putiferio: tv ed autorità si sono mosse in favore del Locri, ma potrebbe essere tutta una farsa!

Ma che interessi potrebbe mai avere la ‘ndrangheta in uno sport non certo ricco a livello femminile come il calcio a 5? E’ questa la domanda che si saranno posti il procuratore di Locri, Luigi D’Alessio, e il pm Salvatore Cosentino, i quali si sono dati una risposta: nessun interesse! “Se minacce ci sono state, non sono certo riconducibili alla criminalità organizzata”, riporta un fascicolo dell’inchiesta. Ma Il Giornale è andato oltre, contattando fonti giudiziarie attendibili. “Potremmo trovarci dinanzi a una forma di autoproduzione di pizzini“, è questa l’amara scoperta. Sarebbe l’assurdo epilogo di una storia parsa strana sin dall’inizio.

Il comunicato dello Sporting Locri ritiene calunniose le indiscrezioni de ‘Il Giornale’

“L’attuale società Sporting Locri, nella persona del dimissionario presidente Ferdinando Armeni, tiene a precisare l’infondatezza di voci, fatti inventati, insinuazioni e speculazioni mediatiche rivolte alla sua persona, agli attuali soci in carica, allo staff tecnico e a tutte le atlete. Lo Sporting ha sempre lavorato per il territorio e per il bene sociale, confrontandosi con la comunità della Locride, della Calabria e proiettando i suoi progetti socio-sportivi in tutta la nazione”. E’ quanto si afferma in un comunicato della società calabrese di calcio femminile. “Il presidente, che ha dato mandato all’avvocatessa Sabrina Rondinelli – prosegue la nota – è davvero amareggiato non solo di dover sopportare la preoccupazioni di minacce rivolte alla sua persona, ai dirigenti in carica, ai sostenitori e alla sua famiglia, ma anche di dover assistere e subire insinuazioni mediatiche, calunnie e deduzioni affrettate che destabilizzano, ancor di più, la serenità del gruppo e delle persone coinvolte infangando il nome di Armeni, della sua famiglia e dei componenti del gruppo. Armeni e i suoi collaboratori hanno sempre agito con la correttezza e trasparenza riconosciuta da tutti coloro che hanno avuto modo di ‘vivere’ la realtà femminile sportiva, pertanto sconfessa ogni notizia riportata importunamente e superficialmente da alcuni organi di stampa. Si tiene inoltre a ribadire, come già verbalizzato e più volte detto, che la società non ha alcun debito e nessun problema all’interno dell’Asd con gli attuali soci, staff tecnico e atlete”. “Il presidente e gli altri soggetti minacciati – conclude la nota – confidano pienamente nella Magistratura e rimangono in attesa dell’esito delle indagini per far luce su una vicenda che ha sicuramente ‘rovinato’ l’immagine di un territorio, ma principalmente ‘ha distrutto’ i progetti sociali, sportivi e umani di un gruppo di giovani, che oggi, più che mai, deve essere tutelato, difeso da minacce pervenute in quattro momenti diversi, e sostenuto dalle Istituzioni che hanno sempre manifestato la vera solidarietà. Saranno gli inquirenti a svolgere il loro lavoro, a chiarire la matrice delle minacce e a condurre alla verità dei fatti”.