Messina, via libera al nuovo porto di Tremestieri: ci sono le firme di Delrio e Padoan

L’atto è stato ratificato dal Ministero delle Infrastrutture e dal Dicastero dell’Economia. Accorinti esulta: un bene anche per l’occupazione

rendering nuovo porto tremestieriIl decreto di finanziamento per la realizzazione del nuovo porto di Tremestieri è stato firmato dai ministri Delrio e Padoan. Ne dà notizia la Giunta, che ha ricevuto il via libera da Roma al progetto da 28 milioni di euro. Accorinti, insieme a Sergio De Cola e al presidente dell’Autorità Portuale Antonino De Simone (coadiuvato, quest’ultimo, da Francesco Di Sarcina, segretario generale) ha ricevuto stamane la conferma.

Ora si dovranno definire gli ultimi aspetti inerenti il reperimento delle residuali somme necessarie e la attribuzione dei “poteri speciali”, richiesti da tempo per l’approvazione del progetto esecutivo, sapendo comunque che la realizzazione dell’opera è a questo punto possibile. L’opera, secondo le valutazioni dell’Amministrazione, non solo garantirà la definitiva liberazione della città dal traffico gommato, con enormi benefici in termini ambientali e di qualità della vita, ma servirà anche a porre Messina nelle condizioni di accrescere il proprio ruolo nel traffico nazionale ro-ro e nella logistica delle merci.

accorinti e de colaÈ un risultato di grande importanza – commenta il sindaco Accorinti con l’assessore De Cola – e credo che per una volta saremo tutti d’accordo. Il finanziamento che completa quelli di Autorità Portuale e Regione Sicilia raggiunge i 61 mln di €, aggiungendosi agli altri ottenuti nell’ultimo anno di paziente ed attento lavoro, 32 mln per Bisconte Cataratti e Annunziata, 24 mln per la via Don Blasco anche insieme alla Autorità Portuale che è cofinanziatore, gli oltre 62 mln dell’appalto gestito dal CAS in sinergia con l’Amministrazione Comunale per il viadotto Ritiro. Tutto ciò ci consente di guardare con maggiore serenità al futuro del comparto edilizio garantendo un importante miglioramento dei livelli occupazionali”.

Si stima, infatti, una necessità di mano d’opera (per i quasi 180 mln l’ordine di grandezza è di circa 600 unità), notevoli ritorni per l’indotto e la certezza di una città “finalmente affrancata da servitù che l’hanno troppo a lungo penalizzata. La realizzazione di queste opere consente, adesso, di puntare alla valorizzazione delle risorse del nostro territorio. Attivate queste realizzazioni – continuano gli esponenti dell’Amministrazione – continueremo a lavorare con ancora maggiore fiducia ad una sana programmazione per il futuro della Città. Chiederò con immediatezza – conclude il Sindaco – un incontro presso il Ministero convocando anche la Regione per definire gli ultimi passi per l’apertura dei cantieri”.