Messina, scendono a patti: Siciliacque ed Amam trovano una bozza d’intesa sulla riparazione della condotta dell’Alcantara

L’acquedotto sarà aggiustato dalla società di proprietà della Veolia: restano sullo sfondo, invece, le contrapposizioni sulle tariffe richieste alla partecipata messinese

sede amamSe l’impasse doveva essere rotta, essa è stata finalmente spezzata: il vertice di ieri fra il management dell’Amam e quello di Siciliacque è andato a buon fine, almeno per la rifunzionalizzazione della condotta dell’Alcantara. Calogero Foti, al termine del confronto, è stato chiaro: si farà, perché Messina ha bisogno di un approvvigionamento alternativo e tutti gli attori in campo vogliono garantirlo. Da qui la decisione di effettuare i rilievi del caso fra Alì e Scaletta, laddove nel 2010 la tubatura saltò: l’acquedotto verrà riparato, dunque, e i costi dell’operazione ricadranno su Siciliacque. Sulla scorta delle informazioni attualmente detenute, dovrebbero bastare pochi mesi per superare le criticità evidenziate.

Non c’è intesa, invece, sui conti, laddove la partecipata messinese storicamente contesta le tariffe esose imposte dalla controparte: ogni metro cubo d’acqua viene venduto da questa a 69 centesimi, mentre Messina beneficia delle risorse di Fiumefreddo per appena 10 centesimi al metro cubo. Un salasso che si traduce in una fattura quotidiana da 15.200 euro: uno sproposito, secondo l’Amministrazione cittadina. Tra il 3 novembre ed il 14 dicembre la spesa è stata di circa 640.000 euro, al netto di uno sconto di 213.000 euro che Siciliacque magnanimamente è disposta a concedere. “Stiamo studiando le alternative, ma intanto non scaricheremo questi costi sui cittadini” ha precisato Leonardo Termini, presidente dell’Amam.