Messina, l’obiettivo era Carmelo Ferrara? I dubbi delle autorità sulla sparatoria al Cep

Il fascicolo non è ancora finito nelle mani della sezione antimafia: le forze dell’ordine, al momento, non escludono alcuna pista

pistolaStavolta non ci saranno immagini offerte dalle telecamere a circuito chiuso: le forze dell’ordine, per ricostruire la dinamica dell’agguato a Villaggio Cep, dovranno basarsi sulla mera attività investigativa, ricorrendo alle ricostruzioni dei protagonisti (passivi) della sparatoria.

In tal senso, come già avevamo precisato ieri, né GabrieleFrancesco Ferrara sono in pericolo di vita: i due incensurati hanno esposto la propria versione dei fatti alle autorità, ripercorrendo la dinamica dell’assalto alla vettura.

Alla guida del mezzo, secondo quanto trapelato, stava per arrivare Carmelo Ferrara, padre di Francesco e fratello dell’ex boss Iano, già collaboratore di giustizia e a questo punto plausibile vittima dell’agguato. Le ragioni dell’attentato, però, sono difficili da dedurre: l’uomo sembrava essere uscito da qualsiasi giro criminale e da tempo aveva interrotto i rapporti collaborativi con la magistratura, avendo dichiarato anni addietro quanto sapeva. Un regolamento di conti così tardivo appare, pertanto, un’ipotesi azzardata.

Resta sul banco, però, insieme a tutte le altre ipotesi, vieppiù considerando come il fascicolo non sia ancora finito nelle mani della sezione antimafia: non viene esclusa alcuna pista, nella speranza che col passare delle ore emergano nuovi elementi che possano consentire agli agenti del caso di muoversi con maggiori certezze.