Messina, Accorinti schiaffeggia moralmente Carbone: serve più onestà intellettuale dal Pd

Il sindaco contro il commissario: prima si dichiara mio alleato, poi propone la sfiducia. E al Consiglio intero ribadisce la sua missione

Foto Carmelo Imbesi - LaPresse

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Domande retoriche e fuori contesto. Così Renato Accorinti replica a Ernesto Carbone, il commissario del Pd che aveva messo nel mirino la Giunta esprimendo giudizi molto critici sull’operato del primo cittadino. “Chiede al Sindaco cosa significhi amministrare. Glielo spiego volentieri - afferma Accorinti con spirito combattivo – ed approfitto per riaffermarlo a tutte le forze politiche e sociali. Amministrare a Messina significa per questa Giunta garantire il rispetto del patto di stabilità, recuperare una situazione di non deficitarietà strutturale, riallineare i pagamenti, ricostruire la capacità assunzionale dell’Ente, evitare licenziamenti nelle partecipate, stabilizzare i contrattisti, incrementare il servizio di vigilanza urbana, riavviare a soluzione le opere ‘bloccate’ da tempi immemorabili (dal Porto di Tremestieri alla strategica Via Don Blasco, dagli svincoli autostradali alla messa in sicurezza dei torrenti Bisconte-Catarratti e Annunziata), potendo nel 2016 e 2017 aprire cantieri per 200 milioni di euro in opere pubbliche a Messina, che significheranno molti posti di lavoro. Ma anche programmare fondi PON-Metro per 100 milioni, porre le basi per l’avvio del “porta a porta” per centomila messinesi, individuare col Governo la soluzione anche procedurale per il secondo palagiustizia, riagganciare il Masterplan costruendo coi Sindaci della Città Metropolitana una strategia articolata per lo sviluppo del territorio, recuperare credibilità sulla sicurezza del territorio con una ‘variante di salvaguardia’ (salvacolline) di avanguardia in tutta Italia, avviare un piano regolatore partecipato col principio del ‘consumo zero’ di suolo, portare a Messina l’eccellenza nel contrasto alla sofferenza (il centro d’eccellenza per l’autismo con CNR e Stella Maris di Pisa). E ancora, la Casa di Vincenzo per i senzatetto e la biblioteca  per i bambini, che confermano le priorità che abbiamo dato alla nostra azione“.

LaPresse/FabioCimaglia

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Amministrare a Messina – prosegue il sindaco – significa “risuscitare Atm, rilanciare il trasporto pubblico, fare arrivare nuovi bus in Città, firmare per la prima volta un contratto di servizio con l’azienda trasporti, dopo averla affidata alle mani di un manager di enormi capacità scelto da questa Amministrazione. Insomma, amministrare a Messina significa rimettere sui binari un treno deragliato da decenni e riavviarne la marcia, ottenendo risultati tangibili che si tradurranno in  lavoro, miglioramento dei servizi e opportunità di rilancio per la città che abbiamo adesso il dovere di cogliere”. Da Palazzo Zanca giunge pertanto un duro monito al commissario provinciale renziano, con l’esortazione a tenere alta la barra dell’onestà intellettuale: “Carbone è venuto a Messina dichiarandosi ‘alleato’ della mia Amministrazione – conclude il Sindaco – salvo poi chiedere ai consiglieri di proporre la sfiducia, consegnando la città a un nuovo commissario. Ha detto che avrebbe gradito un confronto aperto sui temi concreti, salvo rifiutare ogni rapporto con l’Amministrazione. In un recente convegno su gettonopoli e trasformismo, autorevoli esponenti del PD messinese, che conoscono bene la nostra realtà, mi hanno chiesto se intendessi sostenere il processo di rinnovamento della politica, la mia risposta in quella occasione fu immediatamente positiva. Noi ci siamo impegnati nel duro e affascinante lavoro del rilancio di Messina. Chiunque abbia lo stesso obiettivo troverà aperte le porte del dialogo e della costruzione”.