Messina, Accorinti ci ripensa e ascolta i critici: addio alla discarica di Pace

Il nuovo disegno detta le linee guida nella gestione dei rifiuti per i prossimi 9 anni e si lega così stabilmente al Piano di Riequilibrio

discarica paceLo spettro del parere negativo da parte del Collegio dei Revisori dei Conti ha costretto l’Amministrazione Accorinti ad una revisione sostanziale del piano per la gestione del settore dei rifiuti: la Giunta, infatti, registrate le obiezioni sollevate da Zaccone & C., ha dovuto ricalibrare la sua strategia, disponendo atti non più su scala quadriennale ma vincolanti per il prossimo decennio. Una scelta non casuale, se è vero che essa coincide perfettamente col Piano di Riequilibrio, ad oggi l’atto più importante varato dalla squadra di governo cittadino. La novità principale, però, appare fra le righe: l’Amministrazione, infatti, abbandona il progetto della discarica di Pace sulla scorta delle obiezioni provenienti da Roma e lega la prima riduzione dei costi all’attivazione dell’impianto di Mili, che arriverà soltanto nel 2018. Una rondine non fa primavera però, perché se per quell’anno la spesa dovrebbe aggirarsi sui 39 milioni, con una flessione di 2 milioni rispetto al biennio precedente, fra il 2022 ed il 2024 il costo complessivo della gestione dell’immondizia dovrebbe tornare a stanziarsi attorno ai 40 milioni di euro. Una prudenza contabile, questa, caldeggiata proprio dai revisori, che avevano speso parole fortemente critiche nei confronti delle previsioni beneauguranti della Giunta, la quale contava di arrivare alla fine del decennio con una spesa massima di 36-37 milioni. Confermato, sotto il profilo tecnico, l’affidamento in house alla partecipata di riferimento, la futura Multiservizi.