Manifestazione d’interesse per giornalisti alla Regione Calabria, l’Ordine: “esclusioni motivate in maniera risibile”

Palazzo-Campanella-Regione-Calabria“La decisione della Regione Calabria di considerare “non ammissibili” circa cento persone che hanno risposto alla “manifestazione d’interesse” per la selezione di giornalisti da inserire nell’Ufficio Stampa dell’Ente, rappresenta, in buona parte dei casi, un grottesco errore”. E’ quanto sostiene in una nota il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria, Giuseppe Soluri. “La “non ammissibilità” –aggiunge l’Ordine- si fonda in buona parte dei casi sul semplice fatto che gli interessati non hanno allegato un proprio documento d’identità alla documentazione inoltrata. Se è, in astratto, ipotizzabile che l’esclusione venga ricondotta al mancato invio di documenti fondamentali ai fini della valutazione della pratica, è davvero paradossale che l’esclusione sia determinata dal semplice mancato invio del documento d’identità. In qualche caso, addirittura, l’esclusione è stata decisa perché gli interessati hanno allegato (si badi bene, ad un bando per giornalisti!) la tessera dell’Ordine dei Giornalisti! Sulla scarsa linearità della procedura di selezione l’Ordine si è già espresso compiutamente e motivatamente nelle passate settimane. Quanto a questa ulteriore “sbavatura”, l’Ordine dei Giornalisti della Calabria invita il Presidente della Regione Mario Oliverio a far revocare, dai dirigenti incaricati, la dichiarazione di “non ammissibilità” per quanti non hanno inviato copia del documento d’identità e, a maggior ragione, per quanti hanno inviato copia della tessera di giornalista. Si tratta infatti di un problema facilmente superabile attraverso una semplice richiesta via mail a tutti gli esclusi per detto banale ed inaccettabile motivo. Non è con questioni di lana caprina –conclude il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria- che si “vestono” bene operazioni partite col piede sbagliato e che rischiano, se non prevarrà il buon senso, di precipitare nel ridicolo”.