La donazione di sangue tra i giovani, 93 unità raccolte in soli tre giorni all’Iti “Panella-Vallauri” di Reggio

AvisL’Avis comunale di Reggio Calabria, custode della preziosa eredità del professore Vincenzo Comi, da tempo ormai investe sulle scuole del territorio per diffondere la cultura della donazione, riconoscendo la centralità dell’istituzione scolastica nella formazione delle nuove generazioni. Per questa ragione periodicamente l’autoemoteca Avis, di concerto con i dirigenti scolastici sempre attenti e disponibili, sosta nei cortili delle scuole cittadine per invitare i giovani ad informarsi ed accostarsi per la prima volta al gesto della donazione. Anche nel 2015 oltre trenta sono state le uscite in autoemoteca presso le scuole della città di Reggio, con risposte sempre positive e piene di entusiasmo. In questa cornice l’istituto tecnico industriale “Panella-Vallauri” di Reggio Calabria, guidato dalla dirigente Anna Nucera, nel novembre scorso ha reso all’associazione un particolare e significativo contributo concretizzatosi in 93 donazioni in tre giorni di sosta dell’autoemoteca. Per questa ragione l’aula magna dell’istituto reggino ha ospitato questa mattina un incontro al quale hanno preso parte, con la dirigente Anna Nucera, il presidente dell’Avis comunale Antonio Romeo, il referente Avis per la scuola Ignazio Parrino, il consigliere regionale Avis Mimmo Nisticò. A coronare questa collaborazione ormai consolidata con l’istituto “Panella-Vallauri”, ha avuto luogo la consegna di una targa di riconoscimento per l’impegno profuso al servizio della donazione di sangue. “Cogliamo l’occasione per ringraziare tutte le scuole, i docenti, i ragazzi e le famiglie – ha sottolineato il presidente dell’Avis comunale di Reggio Calabria, Antonio Romeo - per la disponibilità che abbiamo sempre riscontrato in questa nostra attività di promozione. Oggi, tuttavia, intendiamo particolarmente ringraziare l’istituto tecnico industriale ‘Panella-Vallauri’ di Reggio Calabria, sempre particolarmente generoso. Tengo a sottolineare il valore aggiunto dell’esperienza in questa scuola, che ogni anno si rinnova coinvolgendo non solo studenti italiani ma anche stranieri, segno che la donazione di sangue costituisce una pratica di solidarietà capace di costruire integrazione”. “Questo riconoscimento – ha spiegato la dirigente Anna Nucera - per noi è un motivo di orgoglio dal momento che abbiamo fatto della solidarietà e del dono la missione della nostra scuola. Nel convincimento che un buon cittadino sia innanzitutto una persona capace di accogliere i bisogni dell’altro, siamo impegnati nella formazione di tecnici senza dimenticare che questa scuola è stata quella di don Italo Calabrò, ancora oggi vibrante testimonianza di attenzione ai sofferenti e agli ultimi. Ecco perché crediamo nella donazione di sangue – ha concluso la dirigente Nucera – quale esperienza che insegna innanzitutto ad essere persone responsabili e attente ai bisogni della comunità. Tra i valori, infine, fondanti della nostra scuola vi è anche la multietnicità delle nostre classi e la diversità quale occasione di ricchezza”.