Il progetto della Caronte per i TIR a Reggio: “ecco perché è una questione cruciale anche per Messina”

La Caronte & Tourist ha presentato un progetto per ampliare il porto di Reggio Calabria e consentire il traffico dei mezzi pesanti

lavori-porto-reggio-cartour-2In questi giorni il dibattito politico d’oltre Stretto si sta accendendo attorno alla proposta del gruppo Caronte & Tourist di ampliare il porto cittadino di Reggio Calabria, per renderlo funzionale anche al traffico dei mezzi pesanti. Sulla questione, interviene Gaetano Majolino, in rappresentanza dell’Osservatorio Giovani Professionisti e Imprenditori di Messina. “Mentre a Messina discutiamo di “Patto per la Falce”, via del Mare e potenziamento del porto di Tremestieri, oltre Stretto si accende in dibattito sulla proposta di Caronte&Tourist di realizzare un intervento di ampliamento del porto di Reggio Calabria per renderlo funzionale anche al traffico pesante. Non è un disegno futuribile, ma una proposta concreta, già presentata al Ministero dell’Ambiente per la procedura di Verifica dell’Impatto Ambientale e che, a detta dei proponenti, potrebbe essere realizzata in appena sei mesi. Si tratterebbe dell’implementazione del piazzale nord del Porto reggino che, secondo gli esperti del gruppo di navigazione, presenterebbe condizioni ottimali. Il porto di Reggio Calabria infatti, rispetto ad esempio al porto storico di Messina, ha il vantaggio evidente di essere direttamente collegato, attraverso una bretella, con l’autostrada Salerno-Reggio Calabria (già esistente, al contrario della via del mare, ancora da realizzare e potenzialmente capace di ipotecare il recupero del waterfront messinese). Molto strano appare tuttavia come una questione così cruciale, per Messina e per i Messinesi, sia stata fino ad adesso completamente ignorata dal dibattito locale. Non solo perché comunque si tratterebbe di un investimento proposto da uno dei più grossi gruppi imprenditoriali messinesi, in termini tanto occupazionali e di giro d’affari. E già solo per questo dovrebbe essere questione di interesse. Non solo perché testimonierebbe un vero interesse della compagnia armatoriale – e questa sarebbe in un certo senso una novitàsullo sviluppo del porto di Tremestieri. Perché – diciamo la verità – finora Caronte & Tourist ha subito la scelta di Tremestieri, considerando comunque l’approdo di Rada San Francesco quello veramente strategico per i suoi interessi. Mentre invece, con la realizzazione dell’interfaccia a Reggio, l’interesse strategico finirebbe con lo spostarsi, anche a Messina verso sud e verso la “liberazione” dal transito urbano dei TIR. Ma soprattutto perché il completamento infrastrutturale dell’interfaccia calabrese rappresenta il presupposto necessario per rendere veramente funzionale ed efficiente il nuovo sistema portale di Tremestieri. Occorre infatti ricordare come la realizzazione dell’approdo a Reggio Calabria fosse sin dall’inizio la condizione e il presupposto necessari rispetto alla scelta di realizzare il nuovo porto a Tremestieri e conseguentemente liberare finalmente la città di Messina dalla storica servitù da attraversamento. Le resistenze reggine, in questi giorni, non si sono fatte attendere. E noi Messinesi (esperti, istituzioni, politici, forze sociali ed economiche) non dovremmo farci sentire?”