Diversamente insieme: al Palacultura di Messina vince la solidarietà

Salvo La RosaIeri, presso il ‘Palacultura’ di Messina, si è svolta un’interessante e piacevole serata all’insegna del divertimento e della solidarietà. A presentarla lo showman Salvo La Rosa insieme alla giornalista Letizia Lucca. L’evento, intitolato ‘Diversamente Insieme‘, è stato organizzato con l’aiuto di varie associazioni (‘Sostegno’, ‘Forte Gonzaga’ e ‘Donare è vita’) ed ha la visto la partecipazione, tra gli altri, anche dei calciatori dell’ACR Messina, molto disponibili ed a loro agio in questo contesto. Tra i protagonisti anche diversi cantanti, come Salvatore Munafò, che non si sono limitati alla mera presenza ma hanno voluto omaggiare i presenti esibendosi. E, sulla loro scia, ad esibirsi anche i meravigliosi ragazzi disabili dell’associazione ‘Sostegno’, che si sono divertiti e, allo stesso tempo, hanno allietato tutti i partecipanti.

Tra questi ultimi, come spesso accade, anche i ragazzi della comunità Alloggio per disabili psichici ‘Petit’, sita presso Scala Ritiro, e gli ospiti del gruppo appartamento ‘Casa Zaffiro’, entrambe gestite dalla cooperativa sociale ‘In Cammino ONLUS‘. I ragazzi in questione, con il fondamentale supporto degli operatori, hanno partecipato alla divertente tombolata, in cui i numeri venivano estratti direttamente dai calciatori della squadra giallorossa, che ha distribuito diversi premi, tra i quali diversi tagliandi per il match Messina-Martinafranca, valido per il campionato di ‘Lega Pro’. L’evento, come già detto, è stato condito da spunti di carattere canoro, ludico, sportivo e sociale, per la gioia e l’entusiasmo dei presenti. E’ giusto rendere merito all’encomiabile sensibilità mostrata da tutte le associazioni presenti, dagli operatori sociali partecipanti e dai diversi artisti, tutti impegnati nel creare il giusto mix affinché la serata scorresse in maniera divertente e piacevole. Intenti andati decisamente a buon fine. Un plauso quindi agli organizzatori, ai conduttori ed ai partecipanti, che si sono ripromessi di incontrasi nuovamente per altre serate del genere, capaci di rendere merito all’importanza di un lavoro troppo spesso sottovalutato, come quello che riguarda il sociale.

Soddisfazione è stata mostrata da tutti, anche da parte degli ospiti della comunità alloggio e del gruppo appartamento, peraltro non nuovi alla partecipazione a simili eventi. Molti di essi hanno avuto modo di conoscere Salvo La Rosa, che dicono di seguire costantemente durante le sue fatiche televisive, ed allo stesso tempo di salutare i nuovi calciatori dell’ACR Messina, squadra per la quale in parecchi di loro fanno il tifo. Già in passato i calciatori del club giallorosso hanno incontrato i ragazzi delle comunità, direttamente allo stadio oppure ancora in televisione. Uno di loro ha infatti raccontato di aver già conosciuto, precedentemente, il capitano Alessandro Parisi e Giorgio Corona. Anche dalle parti di Reggio Calabria hanno dimostrato di avere uguale sensibilità in certi ambiti, come spiegato dagli stessi ragazzi, ospiti negli anni passati al centro sportivo Sant’Agata, quartier generale della Reggina dove, in uno specifico anno, Di Michele fece loro compagnia prima di un derby giocato proprio contro il Messina.

Nel mirino di queste iniziative c’è, come sempre, il bene dei ragazzi. Un aspetto, questo, che va costantemente sottolineato e puntualizzato, per non perdere mai di vista le priorità di certi momenti. A spiegarlo molto efficacementi sono gli operatori che, sull’argomento, si sono così espressi: “Lo scopo di tutto è quello di favorire il reinserimento sociale dei nostri ospiti, obiettivo fondamentale prefissato all’interno di ogni progetti riabilitativo individualizzato di cui i ragazzi stessi sono assoluti protagonisti”. Ragazzi che vengono costantemente coinvolti in iniziative di ogni genere: dal teatro agli eventi ludici, passando per quelli sportivi, senza dimenticare la partecipazione a tanti laboratori e persino qualche esperienza lavorativa. Tutte occasioni, queste, propedeutiche al raggiungimento degli obiettivi prestabiliti – non solo di reinserimento sociale – per ognuno di loro e che, grazie alla caparbietà e alla disponibilità degli addetti ai lavori, sembrano tutt’altro irraggiungibili. L’utopia, insomma, non sta di casa da queste parti.