Arrestato nel reggino un funzionario comunale [NOME e DETTAGLI]

La Polizia ha proceduto all’arresto del dipendente comunale di Bovalino Sprio Carmelo Filippo in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di peculato e falso

LaPresse

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 Nel corso di servizi finalizzati a prevenire e reprimere reati contro la P.A., disposti dal Questore di Reggio Calabria Dr. Raffaele Grassi, personale del Commissariato di P.S. Bovalino, di concerto con la locale Squadra Mobile e con il coordinamento della Procura della Repubblica di Locri, ha proceduto all’arresto del dipendente comunale di Bovalino Sprio Carmelo Filippo (cl. 56) in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di peculato e falso. Il procedimento ha avuto origine dall’avvenuta verifica, effettuata a seguito di esposto, di evidenti anomalie riscontrate visionando alcuni fascicoli relativi alle istanze di concessione dei suoli cimiteriali, per le quali, il dipendente dell’ufficio tecnico raggiunto dall’ordinanza cautelare ricopriva, la qualità di R.U.P.. Su disposizione della Procura della Repubblica di Locri veniva effettuata perquisizione degli uffici comunali che consentiva agli operanti di rinvenire e sequestrare, a carico del dipendente comunale, tra l’altro, diverse copie di ricevute di versamenti relative alle istanze in questione abilmente falsificate. L’attività di indagine proseguiva con l’escussione di un gran numero di cittadini, costituiti dalla quasi totalità dei soggetti che dal 2005 a quella data avevano presentato istanza di concessione dei suoli e/o loculi cimiteriali ed avevano corrisposto la somma per il pagamento del canone direttamente nelle mani del dipendente incaricato che, a suo dire, si sarebbe occupato di effettuare il versamento nelle casse comunali. Nel frattempo si provvedeva al raffronto tra le dichiarazioni acquisite e le risultanze degli accertamenti effettuati tramite l’istituto Poste Italiane, presso cui l’ente è titolare del conto corrente dove sarebbero dovute confluire le somme trattenute a titolo di pagamento del canone concessorio. Tale operazione, che ha interessato circa 150 pratiche, permetteva di riscontrare la falsificazione di un rilevante numero di attestazioni di versamento e, contestualmente, provare l’appropriazione del denaro da parte del R.U.P. ed il conseguente mancato introito nelle casse comunali di una somma che si aggira intorno a euro 80.000,00. L’esito di tale complessa attività di investigazione veniva trasfusa in diverse informative di reato che fondavano l’accusa per 29 capi di imputazione, variamente ascritte al dipendente comunale per i delitti di peculato e correlati falsi, reiterati in un arco temporale che varia dall’anno 2005 all’anno 2015. L’attività portata a termine con successo rappresenta e manifesta il rinnovato impegno delle Forze dell’Ordine e degli Uffici Giudiziari nel controllo di legalità sull’esercizio della Pubblica Amministrazione.