Al Quaida minaccia l’Italia: “avete occupato la Libia, ve ne pentirete”. Il Ministro Alfano: “siamo a rischio”

isisCon gli accordi di Shkirat, in Marocco, la Libia “si e’ venduta agli stranieri” e l’Italia ha occupato il Paese e Tripoli: “Ve ne pentirete”. E’ un brano del messaggio audio-video di Abu Yusuf al Anabi, uno dei leader dell’Aqmi, il ramo nordafricano di al Qaida, reso noto dall’agenzia mauritana ‘al-Akhbar’, che afferma di aver ricevuto copia del messaggio. Anabi definisce l’intesa sul nuovo governo libico una “cospirazione” e lancia strali contro Roma: “Ai nuovi invasori, nipoti di Graziani (il generale della guerra dell’era fascista in Libia, ndr), vi morderete le mani pentendovi di essere entrati nella terra di Omar al Mukhtar (l’eroe della resistenza libica, ndr) e ne uscirete umiliati”. “Non siamo un popolo che si arrende, dovrete passare sui nostri cadaveri. O vinciamo o moriamo”, recita ancora il lungo audio intitolato “L’Italia romana ha occupato la Libia”, a cui si accenna a “un generale italiano che ora comanda a Tripoli”, forse in riferimento al generale Paolo Serra, senior advisor militare dell’inviato speciale dell’Onu sulla Libia Martin Kobler. Anabi e’ considerato uno dei piu’ influenti leader dell’Aqmi. La veridicita’ del messaggio non puo’ essere verificata in maniera indipendente.

Alfano: “siamo un Paese a rischio”

”Noi abbiamo valutato ciò che è stato pubblicato come una minaccia da studiare attentamente così come abbiamo fatto con le altre minacce”. Lo afferma il ministro dell’Interno Angelino Alfano, intervistato a ‘Storiacce’ su Radio 24, in merito al video in cui il numero due di al-Qaeda nel Maghreb islamico minaccia il nostro Paese, ricordando che “L’Italia romana ha occupato Tripoli” e che anche gli “invasori” italiani si pentiranno e saranno “umiliati e sottomessi”. Il ministro, ricorda che “non è la prima volta che subiamo minacce attraverso dei video pubblicati proprio per darci la sensazione di un Paese sotto attacco”. E continua: ”Noi ci siamo sempre considerati un Paese esposto al rischio terrorismo e lo siamo, e il nostro livello di allerta è un livello che anche dopo gli ultimi fatti di Parigi abbiamo elevato ulteriormente. Abbiamo dei piani predisposti in caso di emergenza e abbiamo un sistema di prevenzione che serve proprio a diminuire il rischio”.