7 Gennaio 2015: un anno fa il massacro nella sede di Charlie Hebdo a Parigi

Oggi, ad un anno di distanza, le commemorazioni dell’attentato nella sede del giornale satirico Charlie Hebdo a Parigi

charliedi Luigi Andrea Luppino – E’ passato un anno esatto da quel tragico momento in cui tutti gli occhi del mondo sono ricaduti sulla Francia. Il 7 Gennaio 2015, infatti, venivano brutalmente uccisi i principali membri del periodico settimanale Charlie Hebdo, testa fondata nel 1970. Le vignette che vi venivano pubblicate erano volte a dissacrare e ridicolizzare ogni estremismo, soprattutto politico e religioso. In Francia, oggi, viene ricordato l’episodio da tutte le principali testate giornalistiche nazionali.

L’attentato.

L’attentato alla redazione di Charlie Hebdo fu il più grave nella storia della Francia dal 1961, superato successivamente dal più terribile e tremendo attacco avvenuto a Parigi il 13 Novembre 2015. Già in precedenza la sede del giornale aveva ricevuto delle intimidazioni, tuttavia nulla faceva presagire quello che poi sarebbe avvenuto. Alle 11.30 di quella mattina due uomini armati entrano negli uffici del giornale e obbligano la disegnatrice Corinne Rey ad immettere il codice numerico per l’accesso alla sede. I due, affiliati di Al-Qaeda, entrano nella sala, dove si riunivano abitualmente i membri della testata giornalistica, e cominciano a sparare all’impazzata, gridando “Allah è grande!”. Poi, i terroristi escono dalla struttura e salgono a bordo di una Citroen C3 nera, probabilmente, si è scoperto poi,  guidata da un terzo uomo, Hamyd Mourad. I due fratelli Said e Cherif Kouachi saranno successivamente uccisi dalle forze dell’ordine, dopo un loro assalto ad una stamperia.

Le vittime.

copertina-charlie-hebdo-2Per non dimenticare che la libertà di pensiero, finché non lede la salute mentale e fisica altrui, è un diritto irrevocabile dell’essere umano, ricordiamo le 12 vittime di quel massacro.

  • Stéphane Charbonnier, direttore e disegnatore del Charlie Hebdo;
  • Jean Cabut, vignettista;
  • Georges Wolinsky, vignettista;
  • Bernard Verlhac, vignettista;
  • Philippe Honoré, vignettista;
  • Mustapha Ourrad, curatore editoriale;
  • Elsa Cavat, psichiatra e giornalista;
  • Bernard Maris, economista professore all’Università di Parigi;
  • Michel Renaud, fondatore del festival Rendez-vous du Carnet de voyage;
  • Frederic Boisseau, addetto alla manutenzione;
  • Ahmed Merabet, agente di polizia in servizio;
  • Franck Brinsolaro, ufficiale del servizio di protezione.