Storia di un Nobèl. La Fidapa di Roccella con Alessandro Quasimodo ricorda la figura del padre Salvatore e della madre Maria Cumani

Il tavolo dei relatoriL’attualità della poesia di Salvatore Quasimodo e Maria Cumani riproposta dalla voce narrante del figlio, Alessandro Quasimodo, un percorso tra analisi letteraria e aneddoti di vita controversa e sofferta. È stato questo il leit motiv dell’incontro promosso dalla Fidapa sezione di Roccella Jonica dal titolo “La storia di un Nobèl” tenutosi qualche sera addietro presso la suggestiva cornice dell’ex Convento dei Minimi. Presenti all’appuntamento moderato da Rita Commisso, oltre all’ospite d’onore ed alla presidente della Fidapa di Roccella Caterina Zappia anche la Dirigente Scolastica Giuliana Fiaschè, il giornalista Gianfranco Marino e la scrittrice Marisa Provenzano. Una straordinaria occasione quella offerta dalla presenza di Alessandro Quasimodo per conoscere alcuni degli aspetti poco noti della vita privata del poeta raccontati dalla viva voce del figlio, un racconto a tratti struggente che ha emozionato il pubblico in sala riservando non poche sorprese. Due ritratti agli antipodi quelli tracciati da Alessandro Quasimodo, quello del padre salvatore e della madre Maria Cumani, due racconti differenti uniti da un unico filo che ha offerto una nuova chiave di lettura rispetto all’analisi di due figure raccontate nella loro sfera più intima, lontano dai clamori del successo. Amori, trasgressioni, debolezze e sofferenze, percorsi incrociati impreziositi dal sentimento e soprattutto dalla viva voce di un diretto protagonista. A fare il resto è stata la recitazione delle poesie di Quasimodo e della Cumani, l’intervento musicale dei ragazzi delle scuole e quello dei relatori che hanno sottolineato l’importanza dell’opera di Quasimodo testimoniata dal prezioso testamento culturale attraverso una produzione letteraria ancora estremamente attuale. Comprensibilmente soddisfatta per la riuscita dell’evento la presidente Fidapa Caterina Zappia: “Con l’appuntamento appena concluso – spiega la Zappia - la nostra programmazione si è arricchita di un tassello di assoluto rilievo culturale. La presenza di Alessandro Quasimodo ha consentito di andare oltre la semplice analisi artistico letteraria, analizzando la sfera privata di due personaggi come il premio Nobèl Salvatore Quasimodo e la moglie Maria Cumani uniti dell’amore per l’arte e spesso fisicamente lontani. Per una sera la loro personale storia letta dalla viva voce del figlio è diventata un po anche nostra, perché nelle debolezze di Salvatore nelle sofferenze di Maria e aggiungerei in quelle di Alessandro ritroviamo un sentimento umano che ci accomuna pur nelle differenze e comunque oltre a tutto questo traiamo dalla serata un dato assai importante che conferma una convinzione che abbiamo sempre avuto rispetto all’importanza della poesia. La poesia – conclude Caterina Zappia – e recuperarla aiuta certamente a vivere meglio e poi, come sostiene Alessandro, contribuisce anche renderci migliori cancellando il torbido dal cuore”.