Regione Calabria, Nicolò presenta un’interrogazione su “Calabria Verde”

calabria verde 1 Il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Alessandro Nicolò ha rivolto un’interrogazione al Presidente della Regione ed all’Assessore al Lavoro, per conoscere “le determinazioni che intendono assumere in merito alla reinternalizzazione dei servizi affidati ad Azienda ‘Calabria Lavoro’ al fine di procedere all’assunzione diretta con la Regione Calabria dei lavoratori precari, alle medesime condizioni contrattuali. Nell’interrogazione, Nicolò ricostruisce l’iter legislativo dell’intere vicenda. Nell’agosto del 2008 – spiega –  è stata approvata la legge regionale 28/2008 che al comma 1 prevedeva “Il Dipartimento regionale del Lavoro approva progetti di sviluppo di politiche attive del lavoro suscettibili di offrire impiego a lavoratori già dipendenti di Enti o altri organismi pubblici o pubblico-privati al cui capitale sociale partecipa direttamente la Regione, collocati nelle diverse forme di trattamento degli ammortizzatori sociali di cui alla legge 23 luglio 1991, n. 223 e successive modifiche ed integrazioni, compresi i trattamenti in deroga, ovvero dipendenti, alla data del 31 dicembre 2007, di imprese fornitrici di servizi in regime di esternalizzazione, resi in favore della Regione Calabria” . Al  successivo comma 2 si chiariva che “…..L’individuazione delle professionalità necessarie, da assumere anche con modelli negoziali flessibili, avviene previo l’esperimento di idonee procedure selettive”. A tal fine, il Dipartimento Lavoro della Regione Calabria provvedeva ad indire una selezione del personale tramite manifestazione di interesse svoltasi il 28/29 dicembre 2008. Con decreto del Dirigente Generale del Dipartimento Lavoro n. 23292/2009 veniva approvato l’elenco definitivo degli ammessi, impiegando i suddetti lavoratori in progetti di politiche attive per il lavoro, tramite gli enti strumentali della Regione Calabria (Azienda Calabria Lavoro – Fondazione Calabria Etica). Ancora Nicolò: “Con delibera della Giunta regionale del 10 maggio 2013 n° 160, i lavoratori delle leggi regionali 28/2008 e 8/2010, venivano inclusi nel c.d. Bacino di precariato consolidato della Regione Calabria. Con legge regionale n. 1/2014, recante ‘Indirizzi volti a favorire il superamento del precariato di cui al D.L. 31 agosto 2013, n. 101 convertito in legge 30 ottobre 2013, n. 125’, veniva così  previsto all’art. 1, comma 5 ‘Al fine di ridurre il numero dei lavoratori impegnati in attività socialmente e di pubblica utilità, di cui alle leggi regionali 15/2008, 28/2008 e 8/2010, destinatari di misure di sostegno al reddito a valere sul bilancio dello Stato e delle Regioni, gli Enti locali possono prorogare i contratti e l’utilizzo di tali lavoratori fino al 31 dicembre 2016 per favorire l’assunzione a tempo indeterminato, anche con contratto di lavoro a tempo parziale’. Ricorda, inoltre, il capogruppo di Forza Italia che “Il 28 febbraio 2014 i lavoratori di cui alle leggi 28/2008 e 8/2010, sottoscrivevano un contratto a tempo determinato con Azienda Calabria Lavoro fino al 31/12/2016. Attualmente – aggiunge Nicolò – gli indirizzi normativi nazionali intendono più in generale promuovere un significativo progetto di stabilizzazione del precariato nei vari settori della Pubblica amministrazione, tanto nell’ottica della razionalizzazione delle strutture burocratico-amministrative, quanto nella prospettiva di un tentativo di miglioramento delle condizioni contrattuali di lavoratori assunti con contratti privi di stabilità. È interesse della Regione Calabria – conclude Nicolò – dare seguito alle procedure di stabilizzazione del personale precario presente in regione e non solo, nonché utilizzare tutte le opportunità fornite dalle norme contrattuali e legislative al fine di promuovere e realizzare un processo di stabilizzazione di tutte le tipologie di lavoro precario, anche nella prospettiva di un miglioramento dei servizi e della razionalizzazione dei costi, e procedere a normalizzare i rapporti lavorativi all’interno dell’ente regione, procedendo all’assunzione a tempo indeterminato anche con contratti di tipo part-time”.