Reggio, sabato si terrà l’evento finale “Segni del fare per l’essere e per l’agire”

LaboratoriE’ giunto a conclusione il progetto “SEGNI DEL FARE PER L’ESSERE E PER L’AGIRE -  Raccontare insieme. Un pezzo della nostra terra e un pezzo di noi”, edizione 2015, promosso dal dipartimento di giustizia minorile – ufficio servizio sociale per i minorenni di Reggio Calabria in collaborazione con l’associazione  Antigone- Osservatorio sulla ndrangheta. Sabato 19 dicembre alle ore 17,00, presso l’Auditorium Lucianum sito in Via Monsignore De Lorenzo n.30 si terrà l’evento finale durante il quale, ci sarà la presentazione dei lavori dei laboratori di teatro, fotografia e videomaking realizzati dai minori partecipanti al progetto ed, a seguire, lo Spettacolo teatrale “Salsi Colui. Storie sepolte” (realizzato nell’ambito del progetto “Onda d’urto” sostenuto dalla Fondazione con IL SUD che vede in partenariato le seguenti associazioni: Ass. Proskenion, Ass. culturale Antigone -Osservatorio sulla ndrangheta, Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato e Rete 100 Passi). Il gemellaggio tra l’ufficio servizio sociale per i minorenni di Reggio Calabria e l’associazione  Antigone- Osservatorio sulla ndrangheta nasce con l’intento di mettere a sistema le buone pratiche realizzate, eliminando il più possibile i punti di debolezza e le criticità del lavoro con i minori. Ricordiamo che In seno al Progetto sono stati istituiti tre Laboratori di eccellenza con lo scopo di valorizzare un percorso di ricerca individuale e soprattutto di gruppo che ha visto i ragazzi direttamente in prima linea attraverso tre corsi appassionanti: il film partecipato, la fotografia partecipata, e il teatro attraverso il Cantastorie. I corsisti si sono così scontrati con il sapere concreto e, utilizzando la loro cultura sociale di riferimento, il dialetto ed il linguaggio comune, sono giunti all’acquisizione di una visione del mondo più ampia. Infatti i minori attraverso un dialogo-intervista si sono divertiti ad intraprendere una ricerca su se stessi e sul proprio vissuto coinvolgendo anche la propria sfera familiare per poi sentirsi liberi di interfacciarsi con ambiti sempre più distanti. Attraverso il lavoro di ricerca sulla “cultura orale”, quel grande e immediato patrimonio della tradizione popolare, i ragazzi hanno iniziato a focalizzare, scegliere i soggetti da fotografare, riprendere e raccontare con un conseguente lavoro di riflessione e di incontro come scrittori e visite alla biblioteca e al Comune di Santo Stefano d’Aspromonte. Durante gli incontri si è approfondito il ruolo di canti, musiche e riti religiosi che scandiscono il divenire temporale e gli eventi comunitari nel corso dell’anno. In particolare il progetto ha portato alla realizzazione di un mosaico di opere come la realizzazione di una teatralizzazione, lo sviluppo di fotografie all’interno di una camera oscura e una creazione di una fiction. Il percorso, entro il quale aiutare e guidare i ragazzi nella loro ricerca, è stato il cuore strategico dell’intero lavoro propriamente teso a costruire un progressum che li porti dalla sfera individuale a quella familiare e comunitaria. La proficua collaborazione tra l’Osservatorio sulla ndrangheta e il Servizio di Giustizia minorile, ha portato negli anni la realizzazione di prodotti laboratoriali che possono essere, attraverso un circuito di distribuzione, strumento di sensibilizzazione e di riflessione critica sul tema della legalità e partecipazione democratica.