Reggio, risolto il caso della bara trafugata dalla camera mortuaria dei Riuniti: indagini flash dei Carabinieri, è stato un paziente di psichiatria

Reggio, i Carabinieri hanno risolto in poche ore il caso che stamattina aveva sconvolto la città

incidente camera mortuariaE’ stato un paziente del reparto di psichiatria a trafugare dalla camera mortuaria degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria una bara con all’interno il cadavere di una donna morta da poche ore: i Carabinieri del Comando di Reggio Calabria hanno risolto in poche ore il caso che stamattina aveva sconvolto la città e l’Ospedale. Il fatto era accaduto nella notte e la comunità ospedaliera si era risvegliata con il cadavere (soltanto successivamente ricoperto da un lenzuolo) all’ingresso della direzione sanitaria.

Frank BenedettoIl paziente, affetto da disturbi psichici, si è reso protagonista di un gesto inconsulto: si è allontanato nella notte dal proprio reparto, ha sfondato una porta e si è introdotto nella camera mortuaria “prelevando” la bara e spostandola all’aperto. Si tratta di “un episodio connesso alla malattia del paziente“, spiega ai microfoni di StrettoWeb il commissario straordinario dell’Azienda Ospedaliera “Bianchi Melacrino Morelli” di Reggio Calabria Frank Benedetto, dimostrandosi particolarmente sensibile nei confronti di una persona sofferente. Lo stesso Benedetto aggiunge che ”bisogna rispettare il malato, sono persone che meritano il nostro sostegno anche se possono cadere in questi gesti fuori le righe, perché quando la mente è malata non è correggibile facilmente”.

carabinieri

Commentando l’episodio e le indagini, Benedetto racconta come “Oggi ci siamo presi un gran bello spavento, eravamo molto preoccupati, siamo arrivati qui stamattina e non riuscivamo a capire quale fosse il senso e l’origine dell’episodio, di quanto accaduto. Adesso che l’episodio è chiarito, però, siamo sollevati e ci tengo a sottolineare la bravura dei Carabinieri del Comando di Reggio Calabria che hanno svolto le indagini in pochissimo tempo e risolto un caso che aveva preoccupato molto tutta la comunità. Questi Carabinieri sono un’eccellenza, ed è un orgoglio – lo dico da cittadino – sapere di essere difesi e tutelati da gente così. Ringrazio a nome di tutto l’Ospedale gli ufficiali dell’arma che hanno lavorato in modo esemplare per risolvere un caso spinoso in modo veloce e brillante“.

Insomma, tutto è bene quel che finisce bene. Anche perché soltanto col senno di poi, una volta ricostruiti i fatti, l’episodio che stamattina aveva sconvolto la città può essere sminuito e comprensibilmente anche ironizzato. Ma nel corso della giornata aveva suscitato grandissima preoccupazione. Per fortuna non c’era nulla di particolarmente serio.