Reggio, il decadimento dello stadio Granillo imbarazza la città: da top a flop in 6 mesi, negligenza e dilettantismo

Reggio, FOCUS sulle disastrose condizioni dello stadio Granillo: da eccellenza a vergogna per la città. La nuova Reggina e il Comune, che pasticcio…

Granillo Germinal Reggina Serie BMentre la nuova Reggina fa fatica in serie D, lontana dalle posizioni di vertice e dalla lotta per la promozione in Lega Pro, lo stadio Granillo nell’ultima partita contro il Due Torri s’è palesato in condizioni vergognose: il manto erboso dell’impianto di viale Galileo Galilei è più vicino alla terra battuta che al tappeto verde in cui si gioca a pallone, tristemente adeguato alla categoria e anche – ahi-noi – al livello calcistico che la squadra sta esprimendo in questa stagione. Il girone d’andata (18 partite) s’è concluso con appena 7 vittorie, di cui soltanto una pienamente meritata e convincente (quella sul campo del Gelbison a Vallo di Lucania), le altre tutte molto sofferte, fortunate, rocambolesche, episodiche, con un solo gol di scarto e in due circostanze grazie soltanto ad un calcio di rigore pur affrontando compagini rappresentative di piccoli borghi del Sud.

Reggina Due Torri (6)Ma a prescindere dal fallimento sportivo di una squadra costruita male e gestita con troppa presunzione, oggi ci focalizziamo sulle condizioni dello stadio Granillo la cui importanza va oltre l’aspetto meramente sportivo. E’ doveroso fare chiarezza sui motivi che rendono il campo in queste pessime condizioni. In città, infatti, imperano le chiacchiere, le fantasie. Addirittura c’è chi insiste con la storiella degli allenamenti: secondo i soliti geni tuttologi, il campo sarebbe in queste disastrose condizioni perché la squadra si allena ogni giorno al Granillo. Peccato che la quasi totalità delle squadre di serie D e Lega Pro si allenano ogni giorno nello stesso campo in cui giocano la domenica, persino il Crotone capolista in serie B si allena allo Scida che ha un ottimo tappeto erboso. Il problema non è certo questo.

sant'agata regginaAnche al Centro Sportivo Sant’Agata, dove la Reggina s’è allenata ogni giorno per oltre 20 anni, i campi numero 1 e numero 2 (quelli che erano riservati alla prima squadra e alla squadra primavera) sono in erba vera. E sono sempre stati verdi, efficienti, funzionali, pur ospitando gli allenamenti quotidiani. La storiella degli allenamenti non regge. Il problema è più ampio, di gestione e programmazione. Con la mancata iscrizione della Reggina Calcio al campionato di Lega Pro conquistato sul campo con le unghie e con i denti nello spareggio playout contro il Messina, la vecchia società è uscita di scena dalla gestione del Granillo e da quel momento è stato un susseguirsi di negligenze, dilettantismo e disorganizzazione da parte del Comune proprietario dell’impianto e della nuova società che l’ha avuto gratis in gestione. Evidentemente con una concessione fatta con i piedi, che non rispecchia le esigenze dell’impianto, che non tutela il Granillo e la città.

Per capire come stanno le cose, però, bisogna fare un passo indietro e raccontare un po’ di storia di un impianto che appartiene al Comune, che è un bene pubblico e che soltanto per i meriti della Reggina Calcio negli scorsi anni ha rappresentato un fiore all’occhiello della città, ha ospitato partite della Nazionale, ha ricevuto riconoscimenti e apprezzamenti a 360° per come fosse gestito e curato.

La concessione del 2007 e i 10 milioni di euro spesi dalla Reggina Calcio in 7 anni per il Granillo

scopelliti granilloCorreva l’anno 2007 e l’allora Sindaco Giuseppe Scopelliti riusciva a convincere il Presidente Lillo Foti a firmare una concessione che dava il Granillo in gestione alla Reggina Calcio. Un’operazione straordinaria per il Comune che da quel momento avrebbe risparmiato tantissimi soldi, e cioè tutte le spese per la manutenzione dell’impianto (parliamo di circa 500.000 euro ogni anno), che sarebbero state a carico della Reggina Calcio. La Reggina Calcio, inoltre, avrebbe dovuto versare annualmente un canone d’affitto di circa 25.000 euro l’anno nelle casse del Comune, e si doveva impegnare a realizzare tutta una serie di interventi che avrebbero dovuto migliorare il Granillo rendendolo un vero e proprio fiore all’occhiello per la città.

stadio granillo (2)

Così è stato: la Reggina Calcio s’è fatta carico della gestione ordinaria dello stadio, l’ha ammodernato e l’ha letteralmente trasformato proprio tra 2007 e 2014,  nonostante gli anni difficili e le retrocessioni prima dalla A alla B, poi dalla B alla Lega Pro. La Reggina Calcio in sette anni ha speso 10 milioni di euro per il Granillo, dandogli un volto nuovo e più moderno, in modo particolare alla Tribuna Ovest, con le pedane per consentire ai disabili di osservare il match, il palco sotto la Tribuna Vip, l’installazione ci alcuni schermi televisivi, la realizzazione di un’area “ospitalità” che oggi rappresenta la più grande eccellenza della struttura. Sono stati rifatti anche gli spogliatoi, la capienza è scesa agli attuali 27.500 posti per gli spazi più comodi in Tribuna Ovest.

stadio granillo regginaNel pieno rispetto della concessione, la Reggina ha pagato e ha operato, ha mantenuto il Granillo a certi standard e addirittura nel 2013 s’è sostituita al Comune (a cui spettava la manutenzione straordinaria) e ha sborsato 100.000 euro che non le competevano per le verifiche e i collaudi decennali della copertura della Tribuna Ovest. I commissari avevano spiegato alla società di non avere i soldi per farla, e che per quanto gli riguardava, il Granillo poteva anche chiudere (mentre la squadra era in serie B). Insomma, nella storia della concessione tra Reggina e Comune ad averci guadagnato sono stati esclusivamente il Comune e la città, che per anni hanno avuto un impianto eccellente con un manto erboso eccezionale. Inoltre i 10 milioni di euro spesi per i lavori dalla Reggina Calcio oggi rimangono in dotazione alla città e al Granillo, bene comune. Nella concessione, inoltre, era previsto che il Comune potesse usufruire del Granillo per un massimo di 5 eventi nell’arco di un anno, ma soltanto previa richiesta alla società che ne avrebbe dovuto dare l’ok in base alle proprie prioritarie esigenze sportive. Insomma, c’era un sistema che funzionava di organizzazione, comunicazioni e professionalità. Il Granillo era protetto e tutelato. Era gestito bene.  Tutto ciò che oggi all’improvviso è venuto a mancare.

Il tappeto erboso del Granillo e l’orgoglio di Giovanni Crucitti: “indimenticabili le parole di Colantuono nel 2011″

Reggina Vigor Lamezia 2015

Il Granillo l’11 marzo 2015 (Reggina-Vigor Lamezia)

Per capire cosa sta succedendo al Granillo, abbiamo intervistato Giovanni Crucitti, agronomo specializzato nella realizzazione di tappeti erbosi professionali sportivi e amministratore della Germinal Srl, l’azienda che ha gestito lo stadio Granillo e i campi del Centro Sportivo Sant’Agata per la Reggina Calcio e che quest’anno sta gestendo il Granillo anche per l’ASD Reggio Calabria. Crucitti ricorda con grande orgoglio quando nel febbraio 2011 in serie B dopo un Reggina-Atalanta che rappresentava il big match tra la quinta e la prima in classifica, l’allenatore dei bergamaschi Colantuono arrivava in conferenza stampa e spontaneamente faceva i complimenti a chi gestiva il manto erboso del Granillo dicendo testualmente che quello era “il miglior tappeto erboso che ho mai visto“.

Reggina Vigor Lamezia

Il Granillo l’11 marzo 2015 (Reggina-Vigor Lamezia)

Quel giorno sono stato molto orgoglioso del mio lavoro” confida Crucitti ai microfoni di StrettoWeb, “perché ricevere simili complimenti da un allenatore del calibro di Colantuono, che nella sua vita prima ha giocato tantissimo e poi ha allenato quindi di campi ne capisce, è stato molto bello. Ma quando eravamo in serie A e in serie B, ogni domenica il cronista e il regista di Sky mi facevano i complimenti per quant’era bello e fitto il nostro campo, tra i migliori in assoluto in Italia. Adesso è facile sparlare quando le cose vanno male, invece quando vanno bene neanche ce ne accorgiamo. Il tappeto erboso del Granillo è stato un’eccellenza non locale, ma a livello nazionale. Pensate che tra 2009 e 2012 in tre-quattro occasioni si sono verificate delle alluvioni e Reggio era completamente allagata, tutta la città tranne lo stadio. Infatti nello stesso giorno al Granillo erano in programma partite di serie B in cui tutti ipotizzavano il rinvio invece si sono giocate regolarmente con il pallone che rimbalzava grazie all’ottimo drenaggio. Non abbiamo mai avuto una partita rinviata per pioggia, nonostante si siano verificati eventi meteo che in altre città avrebbero impantanato gli stadi in modo compromettente“.

Da top a flop in 6 mesi: cos’è successo e perchè il Granillo è davvero in queste condizioni

Reggina Due Torri granillo (34)Crucitti racconta senza peli sulla lingua perchè oggi il Granillo si trova in queste condizioni: “il discorso è molto semplice” spiega l’esperto. “A fine maggio 2015, con la conclusione del campionato che ha visto la Reggina per l’ultima volta al Granillo il 26 maggio nel playout contro il Messina, il nostro contratto di gestione è scaduto. Poi la Reggina non è riuscita ad iscriversi al campionato e da quel momento lo stadio è stato letteralmente abbandonato. A differenza di quanto accadeva negli anni precedenti con la Reggina Calcio, stavolta nessuno ci ha contattato per programmare la gestione della nuova stagione. Nessuno si è occupato del Granillo. Per gestire questi campi professionali c’è bisogno di programmazione: alla fine di ogni campionato ci sono due-tre mesi di tempo fondamentali per intervenire e risolvere le problematiche, rendere il tappeto erboso adeguato alle esigenze. Il Granillo è sempre stato in ottime condizioni proprio perché c’è sempre stata questa programmazione, la società aveva l’impianto in gestione e ci diceva cosa gli serviva, quali erano i loro budget, e noi in base a questi due elementi fondamentali, facevamo il meglio possibile. Quest’anno invece alla scadenza del contratto, venendo meno la Reggina Calcio, nessuno ci ha chiamato, nessuno l’ha rinnovato, nessuno ci ha detto nulla quindi il Granillo è stato abbandonato“.

Reggina Due Torri (10)Ecco perchè parliamo di negligenza. Il Comune, proprietario dell’impianto, venuta meno la Reggina s’è completamente dimenticato che l’impianto andava gestito. E proprio in quel periodo, tra giugno e luglio, qualcuno da Palazzo San Giorgio aveva messo in discussione l’utilità della concessione. Ecco cosa significa la gestione pubblica: finché c’era la Reggina Calcio a garantire manutenzione e funzionalità, le cose andavano bene. Poi menefreghismo e abbandono. Intanto nasceva la nuova società, la nuova Reggina formalmente chiamata ASD Reggio Calabria. Il 31 luglio la nuova società si presentava ufficialmente a Palazzo San Giorgio, il 12 agosto presentava la campagna abbonamenti per lo stadio Granillo. Ma intanto nessuno si preoccupava del manto erboso del Granillo. Crucitti assicura: “siamo stati chiamati per prendere quest’incarico poco prima che iniziasse il campionato, ora non ricordo la data precisa, ma era fine agosto, forse addirittura inizio settembre. Dovevamo fare tutto di corsa per recuperare il possibile, ma il grosso era già compromesso. E per fortuna l’inizio del campionato era stato rinviato e nei sorteggi la Reggina ha avuto l’esordio in trasferta: pensate che la prima partita s’è disputata il 13 settembre con la Sarnese, gli altri anni invece iniziavamo intorno a Ferragosto con la Coppa Italia, con un mese d’anticipo. Questo significa che se anche ci avessero chiamato anche un mese dopo degli altri anni, a fine luglio o inizio agosto, avremmo avuto il tempo per mettere in sesto il tappeto erboso“.

Non solo il ritardo, anche la disorganizzazione

reggina scuola calcio (4)Ma c’è di più. Non solo il ritardo, ma anche disorganizzazione. Crucitti spiega cosa serve ad un campo ed entra nell’aspetto tecnico: “per poter rendere un tappeto erboso efficiente, io ho bisogno tre cose fondamentali. La prima è il tempo, non possono chiamarmi una settimana prima della partita. E non lo dico per la mia organizzazione (che sarebbe anche importante, ndr), ma per i tempi tecnici che servono all’erba per crescere e diventare forte. Poi c’è l’utilizzo del campo: io devo sapere in modo preciso quanto deve essere utilizzato quel campo, il carico di lavoro che deve avere. Tutto si può fare, ma se io devo realizzare un tappeto erboso che deve essere calpestato da 20 calciatori una volta ogni 15 giorni dovrò fare un tipo di lavoro, se invece io devo realizzare un tappeto erboso che deve essere calpestato da 100 calciatori per diverse ore ogni giorno, dovrò fare un altro tipo di lavoro. Quando mi hanno chiamato, nessuno mi ha detto che serviva un tappeto erboso che avrebbe dovuto sopportare tutti gli allenamenti della prima squadra più la scuola calcio. Io come ogni anno ho fatto un lavoro, in grande ritardo, per un tappeto erboso che subisse il carico delle partite ogni 15 giorni”.

reggina scuola calcio (6)“Invece la Reggina – continua Crucitti – si allena al Granillo ogni giorno, alcune volte anche con sedute doppie, e poi il vero problema è che almeno 3 volte a settimana ci sono i ragazzini di pomeriggio. L‘allenamento dei ragazzini è molto diverso, sono tutti e 20 raggruppati in 10 metri quadrati e fanno tutti i movimenti in quella piccola parte di terreno, e sono tanti gruppi che alla fine prendono tutto o quasi il terreno di gioco, con una pressione che va ad incidere su una zona molto piccola, non sono tutti e 20 sulla superficie di tutto il campo come la prima squadra. Quindi è un carico molto più pesante e difficile da sopportare per un tappeto che non è preparato“. Eppure la scuola calcio al Granillo è un vanto per la nuova Reggina, un vero e proprio motto, uno slogan: “vieni ad allenarti nel glorioso Granillo teatro delle più grandi imprese dei colori amaranto, nello stadio simbolo della città, nell’impianto che rappresenta la storia“. Vuoi mettere allenarsi al Granillo o altrove per un bambino che tifa Reggina? Non c’è paragone. Con buona pace delle condizioni del tappeto erboso.

Il budget a disposizione

reggina scuola calcio (5)Crucitti continua: “poi c’è ovviamente il budget a disposizione. Tutti parlano di soldi e di cifre, ma nessuno sa la verità. Mi fanno ridere voci di cifre ridicole che vengono dette senza criteri e senza nessuna concretezza. Ai parametri che vi dicevo prima, cioè il tempo e la programmazione, bisogna poi aggiungere il budget. Se io posso avere 100.000 euro disponibili, potrò fare un certo tipo di lavoro, ma se ad esempio posso avere soltanto 10.000 euro, in quel caso sono costretto a fare un altro tipo di lavoro. Ovviamente devo sapere se il campo deve sopportare un’ora e mezza di lavoro ogni 15 giorni o tre ore di lavoro tutti i giorni come succede ora. Se io so queste cose, posso partire e fare un tappeto erboso per quello che mi si chiede, altrimenti no. Ovviamente devo avere il tempo. E se so bene che tappeto erboso serve, posso anche avere un budget limitato e non ottimale ma proporrò una soluzione che sia la migliore possibile per quel budget. Con la Reggina Calcio nel passato a fine stagione si stabiliva bene la programmazione, c’era molta serietà. Se lei va ancora oggi al Centro Sportivo Sant’Agata, dove continuano ad allenarsi tanti bambini e ragazzi ogni giorno, i campi numero uno e numero due sono pieni di erba e in buone condizioni, nonostante abbiano una manutenzione minima. Mister Cozza sa bene tutto questo perché lui nella Reggina ci ha giocato per tanti anni e l’anno scorso ha anche allenato. Quei campi, al Sant’Agata, hanno rispecchiato il lavoro degli allenamenti quotidiani, la prima squadra aveva il campo numero uno, la squadra giovanile il numero due. Sono due campi fatti con due concetti diversi. E sono sempre stati efficienti, verdi, pieni di erba, nonostante gli allenamenti quotidiani“.

L’esempio di Crotone

crotone trapani serie b (11)Anche a Crotone la squadra si allena ogni giorno allo Scida, che ha un ottimo tappeto erboso. E anche allo Scida c’è la mano di Giovanni Crucitti: “Crotone non lo gestisco direttamente io per la distanza, ma sono consulente della società pitagorica, due giorni fa sono andato l’ultima volta e le direttive su quel campo le do anche io. Anche il Crotone, capolista in serie B, si allena ogni giorno in quel campo e riusciamo a tenerlo. Ma non c’è la scuola calcio. C’è solo la prima squadra che si allena e basta. Se devono fare qualcosa di diverso lo dicono in tempo, si collabora, si risolve tutto e si stabilisce. Due anni fa a Crotone la Lega voleva sospendere tutto, poi hanno seguito i nostri consigli. Come vedete tutto si può fare, basta un po’ di serietà“.

Reggina Palmese GranilloA Reggio invece la situazione non è delle migliori. Crucitti spiega che “il Granillo è un bene della città, e come tale va mantenuto. Negli scorsi anni, sempre in serie D, abbiamo gestito anche il campo di Ravagnese per le partite dell’Hinterreggio ed è stato un motivo di vanto per la nostra città. A Reggio oggi gestiamo un campo in cui l’organizzazione è fatta malissimo. Non so neanche quando si allenano e non possiamo programmare il lavoro da fare. Il rapporto tra società e manutentore è fondamentale, come comunicazione. Noi la scorsa settimana dovevamo fare dei lavori venerdì sera per la partita di domenica, ci hanno chiamato dicendo che non era possibile perché c’era quell’evento di beneficenza. Ma per noi due giorni in più o in meno vuol dire tanto, soprattutto in questo periodo che le giornate sono corte con poche ore di luce, le più brevi dell’anno. E per fortuna il clima è mite, la temperatura non sta scendendo come accade di solito a dicembre, altrimenti sarebbe anche molto peggio. Prima della partita con il Due Torri non ho potuto fare l’intervento che volevo fare per quell’evento del Comune di sabato, un evento che non so chi aveva autorizzato. Se si vuole essere seri e professionali queste cose non vanno bene“. Anche perché per l’evento di sabato sugli spalti del Granillo c’erano meno di 200 persone, si sarebbe potuto fare in qualsiasi altro impianto cittadino. Che il Granillo sia di tutti non significa che ci debba giocare chiunque. E’ un bene che va tutelato.

Crucitti: “lavoriamo più oggi che negli anni d’oro, ma se mancheranno le condizioni per fare bene preferirò non lavorare più al Granillo”

Reggina Due Torri granillo (39)E poi ci sono problemi strutturali. Crucitti spiega che “questo campo l’abbiamo fatto nel 2005, ha 10 anni di durata e più o meno e non poteva durare più di questo, quindi se vogliono a fine stagione bisogna fare lavori più seri. In quel caso se vogliono far giocare i ragazzini e gli allenamenti, si può fare, perchè potremo allestire tutto un nuovo tipo di tappeto erboso. In genere questo era un campo di gara e basta. C’è una durata in tutto, quel campo fatto dieci anni fa inizia a logorarsi definitivamente. A maggior ragione se si allenano sia i ragazzini che la prima squadra. Oggi abbiamo anche difficoltà di drenaggio. Per fare un intervento importante serve un ammendamento sul sub-strato: ecco, oggi possiamo provare a scavare e se facciamo una buca troveremo un terreno asfittico dove non c’è più aria e c’è poca acqua. Inizia ad essere così costipato che l’acqua non passa bene, la radice dell’erba non può camminare bene, non può formare una pianta robusta. Servono condizioni ottimali per una pianta robusta, poi posso fargli sopportare un carico, ma se è giovane ho difficoltà a fargli sopportare un carico di lavoro, se io inizio a lavorarci a settembre, non ho il tempo di formare un prato robusto. Io quest’anno ho fatto diversi interventi proprio per evitare questo stato di cose odierno, che non è una cosa bella. Noi non ci risparmiamo, da lunedì ci stiamo lavorando sopra, sforiamo il budget a nostro danno, sforiamo quanto era previsto per non fare cattive figure noi e per non farle fare alla città, ma se non ho neanche i tempi ho difficoltà… stiamo facendo più interventi oggi rispetto a quando eravamo in serie A o in serie B, perchè il campo era più protetto, c’era professionalità nell’organizzazione e soprattutto c’era programmazione. Io non ce l’ho con nessuno, non sono contro qualcuno. Penso che in buona fede si siano create queste contingenze per vari motivi, magari neanche il Comune o la nuova società sapevano come gestire o cosa fare in tempo, o che servivano questi tempi. Ma non è bello sentire dire certe cose sulle emittenti locali dove senza sapere i motivi o cercare di capire le motivazioni, si parla senza conoscere, letteralmente a vanvera. Bisogna programmare le cose, avere rispetto da entrambe le parti per le varie esigenze, sia da parte dei calciatori sia da parte nostra, perchè è per tutti un lavoro. Se invece non ci sono le condizioni e si rischia di fare cattive figure, è meglio non lavorare: noi abbiamo cercato di costruirci un nome con referenze positive a nostro carico svolgendo lavori apprezzati e professionali, e anche la storia del Granillo fino ad oggi è sempre stata in tal senso“.

Poche illusioni anche per il prosieguo della stagione

Reggina Due Torri granillo (1)Adesso ci sono due settimane di tempo fino alla prossima partita contro l’Aversa Normanna: “noi stiamo già lavorando, ho chiesto alla società di lasciarmi fino a giorno 6, sicuramente non mi lasceranno, ma mi auguro che almeno fino a domenica 3 mi lasciano lavorare in pace e poi vediamo. Non mi piace fare queste figure, non siamo ne’ in primavera ne’ in autunno, a settembre una pianta spunta dopo 10 giorni, oggi ne vuole 15. Noi magari il 5 gennaio avremo il praticello verde ma di piante giovanissime. Queste cose gli addetti ai lavori non le vedono perché non possono avere l’occhio, e la domenica successiva rischiamo di essere punto e a capo se il carico rimane lo stesso. Se io avessi saputo a giugno che dovevano allenarsi tutti i giorni, avrei programmato un lavoro diverso. Oggi non posso più farlo. Ho i tempi ridotti, ci sono le partite, gli allenamenti, e la pianta non fa in tempo a formarsi. A fine campionato decideranno loro cosa fare, se vogliono il mio parere per il prossimo anno glielo darò, io ora non me la sento di promettere niente, per quest’anno è così“.

L’ipotesi erba sintetica e la cultura del campo da calcio. Inghilterra vs Italia

Il Granillo il 24 maggio 2015

Il Granillo il 24 maggio 2015

Qualcuno ha fantasticato sull’ipotesi di realizzare un campo in erba sintetica. Crucitti spiega perché sarebbe un grave errore: “il mondo va in un verso, in Italia guardiamo ancora al passato. L’erba sintetica è stata completamente abbandonata da almeno da 10 anni negli Stati Uniti perchè hanno visto i danni che gli atleti subiscono sulle articolazioni. Anche l’Inghilterra ha deciso di abbandonarla completamente. Dopotutto il tappeto erboso nasce in Inghilterra come il calcio, e lì hanno una cultura diversa da tutti i punti di vista. In Inghilterra il manutentore di un campo di calcio è considerato alla stessa stregua di un buon calciatore, viene contrattato alla stessa maniera, è sul mercato alla stessa maniera, è un valore aggiunto alla stessa maniera di un fuoriclasse. Lo storico manutentore del Liverpool oggi è nel Leicester di Ranieri che ha il migliore campo di Inghilterra e probabilmente anche per questo è in vetta al campionato. Lì hanno capito quant’è importante avere un buon campo. Avere un buon campo significa avere meno infortuni, avere capacità di esprimere calcio a buoni livelli e molte altre cose. I migliori club cercano di accaparrarsi i migliori manutentori dei campi come se fossero dei calciatori. Il tappeto erboso non è utile solo per l’immagine e il pubblico, ma anche per favorire il proprio gioco o sfavorire quello degli avversari. Ricordate un Real Madrid-Barcellona di qualche anno fa? Mourinho allenava il Real e fece trovare un prato molto bagnato per sfavorire il gioco veloce del Barcellona, perché se lo bagni poco la palla la velocizzi, se lo bagni tanto la palla la rallenti, e Mourinho gli ha fatto trovare il campo lento, e in quel modo Mourinho ha vinto utilizzando il fattore campo. Queste sono strategie che fanno parte del calcio. Anche questo ti fa incidere sul risultato. Non mi piace fare nomi, ma anche a Reggio c’erano allenatori attenti e meticolosi su queste cose che si confrontavano con me ogni giorno per fare un taglio o un tipo di campo in un modo o in un altro in base alla partita, e penso che alcuni successi della Reggina siano stati legati anche a questi dettagli“.

Reggina-Messina dello scorso anno

Reggina-Messina dello scorso anno

Ma non c’è solo questo. “Realizzare un campo in erba sintetica costa 600 mila euro” spiega Crucitti, “mentre un campo in erba naturale fatto bene con granometria, gli strati giusti di substrato, drenaggio perfetto e tutte le condizioni ideali, può costare 200 mila euro, non di più. Ci sono 400.000 euro di differenza tra un prato sintetico e un prato naturale, l’unico vantaggio che ha il prato sintetico è che possono giocare anche 10 squadre nella stessa giornata, nel campo naturale non si può fare. La manutenzione durante l’anno nel sintetico è un poco meno costosa, ma comunque si deve fare e ha un costo di circa 10.000 euro l’anno per spazzolarlo e ri-livellarlo continuamente. Per il sintetico, però, ci sono poi altri 100.000 euro di smaltimento materiali, tra l’altro contro tendenza per l’ambiente e il rispetto dell’ambiente. Con la stessa cifra di un sintetico, io faccio un naturale e lo mantengo in condizioni ideali per 10 anni. Inoltre non voglio parlare di cancerogenicità, ma le esalazioni della plastica le respira chi usa quel campo sintetico e sicuramente non fanno bene alla salute, mentre se respiro l’aria che mi da l’erba, è ossigeno puro. Sapete che 100 metri quadrati di tappeto erboso servono a gestire l’ossigeno di una persona per tutto l’anno? Siamo tutti bravi a parlare di ambiente, natura e tutto, ma poi lì con il campo sintetico si mette plastica. Il Granillo a Reggio, ad esempio, è un vero e proprio polmone verde nel cuore della città“.

stadio granilloQuesto il parare dell’esperto. Questa la testimonianza del diretto interessato che rappresenta una vera e propria punta di diamante nel settore, come ha già dimostrato negli anni per il Granillo, e che adesso poco ci manchi che debba essere costretto ad abbandonare la gestione del Granillo per l’inefficienza e la disorganizzazione che imperano e che in 6 mesi hanno portato l’impianto cittadino da “top” a “flop”. Dopotutto è la grande corsa della città alla mediocrità: siamo ultimi per Qualità della Vita mica per caso, e sarebbe un delitto non rinnovare questo particolare “primato” anche nei prossimi anni. Vero?