Reggio, crisi Iracarni. L’azienda: “stiamo riassumendo 106 lavoratori”

supermercato iracarni“Stiamo riassumendo 106 ex lavoratori: uno sforzo immane per un’azienda come la nostra in un momento difficile dal punto di vista economico, eppure non arriva nessun apprezzamento dai sindacati, al contrario critiche e diffusione di notizie infondate” - dura replica alle associazioni di lavoratori da parte di Valentina Capone, direttore generale di Commmerciale GiCap SPA, azienda messinese leader nel settore dei supermercati che ha compiuto 50 anni e intensificato gli investimenti in Calabria. ”La Società Iracarni Alimentari Srl ha chiuso il suo punto vendita - continua la Capone - e ha sempre dichiarato che non era presente personale dipendente; la nostra azienda ha firmato un atto di fitto di ramo d’azienda (1600 mq sito in via Pio XI, traversa De Blasio n.18/22 adesso marchio Sidis) il 14 ottobre scorso, mentre i lavoratori erano stati licenziati a luglio, quindi tre mesi prima. Contestualmente abbiamo attivato trattative per altri 9 punti vendita, sempre a Reggio, ex Simply in amministrazione giudiziaria (tre della società Saldo Srl e altri sei della SGS Srl): un impegno finanziario notevole e ambizioso. Qualche giorno fa siamo subentrati nei contratti di locazione e ci siamo impegnati per la riassunzione di tutto il personale dipendente ancora in forza, ben 106 persone. Tra pochi giorni, venerdì 18, inaugureremo il primo dei punti vendita (SuperStore Sidis) che già conta 30 lavoratori riassorbiti; da gennaio e non oltre metà marzo toccherà agli altri. Un’operazione assolutamente trasparente in pieno accordo con i lavoratori ma senza il minimo plauso delle sigle sindacali, che invece ci hanno accusato di avere escluso questi lavoratori e “preferito” altri, dunque misconoscendo la verità dei fatti: la nostra azienda è estranea e lontana alla vicenda dei licenziamenti; ad ogni modo ci impegniamo ad esaminare la posizione degli ex lavoratori. Per noi non esistono lavoratori di serie A e lavoratori di serie B, ma solo lavoratori da tutelare, che con grande sforzo e rischio imprenditoriale tentiamo di riassumere per dare a loro e alle loro famiglie un futuro dignitoso. Intanto ci rammarica molto l’atteggiamento delle associazioni di categoria – conclude la Capone – che, al posto di salvaguardare il lavoro ed elogiare un investimento di tale portata in grado di far rinascere 106 famiglie, muovono critiche assurde e seminano malumori controproducenti. Valuteremo anche un’azione legale a tutela dell’immagine della nostra azienda, “sana” da tutti i punti di vista. Abbiamo deciso di investire in una terra che amiamo molto, che guardiamo ogni giorno dalla dirimpettaia Messina, e faremo di tutto per aiutarla a crescere”.