Reggio, Crea: “la città è al palo”

Crea (2)“Abbiamo avuto modo di leggere il parere della Commissione Speciale per la valutazione di Impatto Ambientale del 23 luglio 2007 del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare che ringraziamo e siamo orgogliosi di avere annotato le nostre reiterate richieste come “Comitato Torrente Oliveto”. Siamo rammaricati come cittadini di Reggio Calabria di vedere l’assenza del Professore dott. Giuseppe Mandaglio nostro concittadino e componente la Commissione. In relazione a tale ipotesi progettuale vorremmo poter leggere il profilo di tale tracciato che interferisce sulle fiumare di Reggio Calabria da Valanidi a Melito di Porto Salvo, dove insiste tracciato aerovia delle piste 15/33 e 11/29 dell’Aeroporto di Reggio Calabria”, scrive in una nota Vincenzo Crea, referente unico dell’Andacic Onlus. “A tal proposito dal tempo della costruzione della superstrada a scorrimento veloce da Reggio Calabria a Melito PS e oltre (anni “70), l’ANAS nell’intersezione con i torrenti Valanidi 1 e 2 non ha tenuto conto dell’atterraggio dell’aereo sulla testata 15/33, in buona sostanza -prosegue- i grandi progettisti dell’allora A.M. (aviazione militare), il Ministero dei trasporti e l’ANAS in finale non si sarebbero intesi che su tale strada la modesta al tempo viabilità, macchine, autotreni e quant’altro, sono risultati ostacoli alla navigazione Aerea. Anche dopo anni di sofferenze e di chiusura dell’Aeroporto, l’ANAS e il Ministero sono dovuti ricorrere ad intubare la strada sottoalveo delle fiumare Valanidi 1 e 2. Tra le due fiumare i progettisti ANAS avevano previsto uno spazio per il deflusso delle acque dell’eventuale tracimazione delle stesse dei due torrenti che non sarebbe stato fatto.

Al punto 22 del parere della Commissione speciale per Crea (1)la valutazione di Impatto ambientale risulta, testuale: “intraprendere al più presto le azioni e attivare le procedure necessarie per il raccordo tra la A3 e lo svincolo di Reggio Calabria Sud”, parliamo del 23 luglio 2007. A distanza di 8 anni il Comune, la Provincia, oggi città metropolitana, l’ENAC (Ente Nazionale per l’ Aviazione Civile) hanno sollecitato per risolvere l’annosa problematica dell’aeroporto di cui oggi a seguito dell’inerzia degli Enti preposti si parla della morte del nostro aeroporto?. La nostra memoria -aggiunge- ci porta agli anni “90 quando in un convegno sull’aeroporto l’esperto prof. Domenico Squillaci aveva analizzato i problemi della futura morte dell’aeroporto dello Stretto e aveva indicato che il problema si poteva risolvere innalzando la pista 15/33 da Nord a Sud della media altezza di 3/4 metri con il conseguente allargamento della pista e la parziale eliminazione dell’atterraggio da Sud. I politici di oggi anziché tediare e dividersi su “se” e su “ma” possono prendere atto di questa esaustiva relazione che a nostro avviso era tecnica e non politica. Oggi parlando di lavori del Megalotto 5 si potrebbero avere i materiali necessari da scavo a costo zero nella realizzanda galleria prevista in progetto. Sono stati segnalati i restanti tre chilometri ovvero dal Km. 7 al Km. 1 del raccordo per l’ A/3 che in questo tratto insiste la pista 11/29? Anche qui visto l’assenza della pubblica Amministrazione segnaliamo quest’ultimo importante punto da tenere in considerazione. (quanti anni dobbiamo aspettare per vedere alla luce i progetti e la realizzazione di questo 5 Megalotto e dei restanti tre chilometri per raggiungere l’autostrada fino a Campo Calabro?). Di questo problema se ne parla dal “70 ad oggi (45 anni), eccessivi”, conclude.