Quarantanove famiglie calabresi in mezzo ad una strada, Lia Staropoli (AmmazzateciTutti): “se nessuno li aiuta finiranno alla mercé dei boss della ‘ndrangheta”

lia staropoli

“Quarantanove tirocinanti del progetto “Natura e turismo Calabria” da 5 mesi senza stipendio, da giorni occupano la sede del Parco Naturale delle Serre, alcuni lavoratori si trovano sul tetto del palazzo al freddo, in attesa di stipendi arretrati e del rifinanziamento del progetto – Spiega Lia Staropoli, componente del movimento Antimafia “Ammazzateci Tutti” – Parliamo di 49 famiglie con figli piccoli, il contrasto alla criminalità organizzata lo si realizza creando occupazione con progetti utili come questo e non foraggiando i professionisti dell’antimafia, i fondi devono andare ai padri e alle madri di famiglia che lavorano sodo, invece, non sono bastati nemmeno per gli ultimi 5 stipendi che erano già stati finanziati completamente. Il Parco delle Serre non dispone di operai e i 49 tirocinanti sono stati formati proprio per questo motivo, l’area è vastissima e loro non si sono mai lamentati mentre si occupavano di lavorare nel comune di Serra San Bruno, di Mongiana, di Fabrizia, di Gerocarne, di Sorianello, di Polia, di Spadola, e di Brognaturo. Se alla Regione Calabria intendono davvero contrastare la ‘ndrangheta devono risolvere proprio questi problemi, non abbiamo bisogno di nuove consulenze milionarie dei professionisti dell’antimafia o di costosissimi eventi passerella per capire ancora una volta che, i fondi devono essere investiti in progetti come questi che, oltre a garantire la manutenzione del parco, assicurano a queste famiglie da mangiare. Si parla di antimafia e poi quando deve essere realizzata concretamente nelle zone ad altissima densità criminale, fingono di non capire, prima che arrivino i boss ad assicurare “un posto fisso”, anche a questi padri e a queste madri, perché quando si è disperati, quando non si ha nulla da perdere ma si devono far mangiare e far curare i propri figli non c’è posto per gli scrupoli di coscienza – E conclude – La Signora Maria Antonietta mi ha raccontato tra le lacrime: <<All’incontro in Regione ci hanno trattati con arroganza, come degli appestati, con aria di sufficienza, loro siedono sulle loro belle poltrone al caldo, noi abbiamo lavorato al gelo onestamente e quello chiediamo di poter ancora fare, la nostra colpa più grande è quella di essere stati inseriti nel progetto quando il governatore della Calabria era Scopelliti, ma noi non abbiamo mai ricevuto favoritismi da nessuno, a dire il vero ci aspettavamo maggiore comprensione da un governo di sinistra che dovrebbe essere più attento ai lavoratori, ho paura di non poter assicurare ai miei figli pranzo e cena figuriamoci se ho qualche speranza di farli studiare per farli andare a lavorare fuori, ci siamo rivolti a diversi parlamentari calabresi ma la situazione è questa e in regione ci hanno fatto chiaramente capire che delle nostre sorti non importa a nessuno>>.