Qualità della Vita: il vero problema è che non ce ne rendiamo conto…

Qualità della Vita, amare riflessioni sulla reazione dell’opinione pubblica reggina all’ultimo posto della classifica stilata dal Sole 24 Ore

Reggio Calabria Lungomare 26 dicembre 2015

Foto di Gianni Sorci

Reggio Calabria ultima Provincia d’Italia per Qualità della Vita: la classifica è stata pubblicata dal Sole 24 Ore che da oltre vent’anni misura la vivibilità delle province italiane, elaborando una serie di dati statistici e stilando una classifica annuale. Penultima Vibo Valentia, poi risalendo la classifica troviamo Caserta, Taranto, Palermo, Lecce e Messina che negli ultimi due anni ha perso 12 posizioni. Insomma, il Sud arranca nella graduatoria che vede in testa Bolzano, poi Milano, terza Trento seguita, nella top-ten, da Firenze, Sondrio, Olbia, Cuneo, Aosta, Siena e Ravenna.

reggio calabria _ dall'altoIn realtà la classifica non fa altro che certificare la realtà, con una fotografia assolutamente reale di condizioni già ben note a tutti. Il problema principale, però, è che qui al Sud non ce ne rendiamo conto. Soprattutto a Reggio, quest’ultimo posto (che mancava dal 1999 e che tra 2007 e 2011 si era allontanato quando la città era migliorata risalendo al punto da superare quasi tutte le altre province del Sud) ha fatto molto rumore. E in tanti non riescono ad accettarlo, addirittura mettono in dubbio la veridicità dei dati giustificando il fallimento reale con chissà quale complotto “razzista”, in pieno stile lamentoso e piagnucolone tipicamente meridionale, creandosi alibi che possano giustificare, appunto, la triste realtà. Proprio in questi giorni di Natale spopolano su facebook le fotografie che mostrano le condizioni climatiche di queste ore con il clima mite e il sole di Reggio e del Sud, a fronte della nebbia e dello smog di Milano e della pianura Padana, come a rivendicare chissà quale superiorità, come a voler riscattare chissà quale supremazia.

Peccato che la Qualità della Vita non è data dal clima, e la classifica stilata dal Sole 24 Ore non è quella della qualità dell’aria o dalla bellezza dei paesaggi. Che il clima sia più gradevole al Sud rispetto al catino padano è acclarato, ma non si vive d’aria e il termine “Qualità della Vita” significa ben altro. La classifica del Sole 24 Ore è composta da dati scientifici misurati su 36 indicatori: uno di questi è il clima, e Reggio Calabria ha il valore migliore d’Italia. Ma è solo uno dei 36 indicatori, poi ce ne sono molti altri. Pensate se avesse anche un brutto clima, quanto sarebbe ancora più staccata in fondo alla graduatoria! La classifica è composta dai dati di 6 macro-aree: tenore di vitaservizi e ambienteaffari e lavoroordine pubblicopopolazionetempo libero. Reggio Calabria ha appunto il clima migliore d’Italia ed è nella media anche per l’ordine pubblico, ma i dati che la fanno crollare sono quelli del tenore di vita, dei servizi e della cura dell’ambiente, di affari e lavoro e del tempo libero. Questo l’elenco degli indicatori stilati dalla classifica del Sole 24 Ore:

Tenore di Vita

  • valore aggiunto pro capite
  • patrimonio familiare medio
  • importo medio mensile pensioni
  • consumi per famiglia
  • inflazione
  • costo casa al metro quadro

Servizi e Ambiente

  • disponibilità asili rispetto all’utenza potenziale
  • indice climatico
  • indice Legambiente
  • indice smaltimento cause civili
  • speranza di vita media
  • sanità: percentuale emigrazione ospedaliera

Affari e Lavoro

  • imprese registrate
  • impieghi su depositi totali
  • sofferenze su impieghi totali
  • quota export su PIL
  • tasso di occupazione
  • imprenditorialità giovanile

Ordine pubblico

  • scippi e borseggi 
  • furti in casa 
  • rapine 
  • estorsioni 
  • truffe e frodi informatiche 
  • variazione dei reati dal 2007 al 2013

Popolazione

  • densità abitativa
  • tasso migratorio
  • divorzi e separazioni
  • evoluzione indice di giovinezza
  • numero medio di anni di studio
  • stranieri residenti regolari

Tempo libero

  • librerie
  • copertura banda ultra larga
  • superficie grande distribuzione organizzata
  • numero sale cinematografiche
  • indice di sportività
  • numero ristoranti e bar

disoccupazioneReggio è ultima perché ha valori economici da terzo mondo, e sono dati finanziari scientifici fatti di numeri e su cui non si può mentire. Reggio è ultima perché i servizi sono carenti e inefficienti, perché nonostante il clima splendido e i paesaggi unici al mondo, in questa terra non c’è cura dell’ambiente, non c’è rispetto del verde pubblico, i depuratori sono pochi e funzionano male. Reggio è ultima perché ha la più alta percentuale d’Italia di emigrazione ospedaliera: la gente deve affidarsi ai viaggi della speranza per andare a curarsi nelle cliniche specializzate del Nord. Il capitolo “affari e lavoro” è drammatico: Reggio non esporta, ha il tasso di occupazione più basso d’Italia, il lavoro è basato sull’assistenzialismo del pubblico impiego mentre le aziende (quindi l’economia reale) sono sempre più in difficoltà, e ridotte al lumicino. Reggio è ultima perché ha un saldo migratorio negativo nonostante il boom di stranieri, ma in fondo neanche loro vogliono stare in questa città e preferiscono andare altrove. Poi c’è il tempo libero, nonostante l’ottima copertura della banda ultra larga, tutti gli altri indicatori sono drammatici, i peggiori in Italia. E si parla di librerie, grande distribuzione, sale cinematografiche, strutture sportive, ristoranti, bar e tutto ciò che ne consegue (eventi, cultura, mostre, ecc. ecc.).

crisiNon si vive di sola aria, altrimenti Reggio sarebbe prima in Italia e il Madagascar primo nel mondo, seguito da Somalia e Guinea. Che però sono tra i Paesi più poveri del Pianeta, nonostante abbiano l’aria più pulita e i paesaggi più belli. Dopotutto i giovani reggini e calabresi sono costretti ad emigrare (la famosa “fuga di cervelli”) per studiare, per lavorare, per costruirsi un futuro. Meno di due mesi fa abbiamo pubblicato i dati del crollo di iscrizioni delle due Università dello Stretto. E anche in quel caso, anziché rendersi conto della realtà c’è stato chi ha detto che il problema era l’articolo di StrettoWeb che “gettava fango” e “screditava” l’immagine degli atenei. Perché ovviamente siamo sempre più provinciali, e quindi presuntuosi: siamo i migliori del mondo, e guai a chi si permette di dire il contrario.

suicidi-crisi-economicaIl vero problema non è tanto essere ultimi: basterebbe rimboccarsi le maniche e migliorare. Il vero problema è che non ce ne rendiamo conto, e quindi non potremo mai migliorare. Senza consapevolezza della realtà, come facciamo a migliorarci? Ci manca confronto, apertura, comunicazione. Non conosciamo le altre realtà del mondo e ci crediamo i migliori. Non sappiamo fare autocritica, non siamo una comunità equilibrata, ci manca umiltà e viviamo di presunzione, convinzioni e luoghi comuni. E allora ci felicitiamo del clima mite e dei bei paesaggi, bendandoci gli occhi su tutto il resto: l’economia che non esiste e quindi il lavoro che non c’è, i soldi che non girano, i servizi che non funzionano, i giovani che devono scappare ma soprattutto la sottocultura dilagante. In fondo che vuoi che sia, è Natale e possiamo passeggiare senza giubotto sul Lungomare mentre al nord hanno la nebbia.

Qualità della Vita: il vero problema è che non ce ne rendiamo conto… (parte seconda)