Protesta dei lavoratori della casa di riposo di Rizziconi (Rc): salgono sul tetto

Lavoratori tetto“Istigazione al fallimento o al suicidio? Quando si è davanti a una condizione di vita impossibile tutto diventa buio fino ad arrivare a forme estreme di protesta. Questo è accaduto ieri pomeriggio presso la Fondazione San Francesco d’Assise di Rizziconi alcuni lavoratori sono saliti sul tetto della struttura e due di loro hanno tentato di lanciarsi nel vuoto. Per fortuna il tempestivo intervento dei colleghi e delle forze dell’ordine, ha permesso di bloccare l’estremo gesto. La protesta è continuata con la presenza di decine di lavoratori saliti sul tetto in attesa di un segnale positivo dalla parte datoriale. Segnale arrivato in tarda serata con la presenza del Sig. Mazzaferro, portavoce della Direzione, il quale ha assicurato che oggi avrebbero rivisto i conteggi di fine anno per valutare la possibilità di pagare un’altro stipendio”, scrive in una nota Giuseppe Gentile, segretario generale Sulpi. “Sono ben 13 gli stipendi pregressi da pagare (9 del 2015 e 4 del 2011), ma, per colpe ascrivibili ai ritardati pagamenti delle prestazioni degli anni 2012/2015, a carico della Regione Calabria, i debiti si accumulano continuamente e si gonfiano degli interessi di mora e dai decreti ingiuntivi. Sembra di essere di fronte a un pupazzo di neve-prosegue- pronto a sciogliersi con i  primi raggi di sole. Questo è quanto pensano i dipendenti assillati dai debiti del bilancio familiare e per niente sicuri del proprio futuro lavorativo. Infatti si fa sempre più strada la consapevolezza che, se non cambia la direzione della Fondazione, si rischia di pagare continuamente debiti pregressi e non il salario mensile, per poi, una volta pagati i debiti dei fornitori, chiudere definitivamente l’attività. Ecco il motivo per cui questi lavoratori chiedono il rinnovamento degli organismi direzionali. Serve un Direttore al passo con i tempi, capace di investire su nuove attività, in grado di rapportarsi con la Ragione Calabria e l’ASP di Reggio Calabria, per garantire il rilancio e tutela occupazionale pagando puntualmente gli stipendi e facendo un piano di rientro sostenibile di tutti i debiti pregressi. Se non si farà questo – conclude-si rischia il fallimento e la chisura di una delle più importanti realtà Socio Assistenziale della Piana di Gioia Tauro. Intanto, da quanche ora si è appreso che, da una rivisitazione delle giacenze di cassa, i lavoratori potranno contare sul pagamento di un’altra mensilità che sarà disposta a partire da domattina”.