“Paese a cultura occidentale e di profonda tradizione cristiana”: ecco i nuovi cartelli di Pontoglio [FOTO]

“Chi non intende rispettare la cultura e le tradizioni locali è invitato ad andarsene” così il sindaco di Pontoglio salvaguarda la tradizione

cartello pontoglioNon è trascorso molto tempo da quando il comune di Prevalle ha proiettato su un cartello elettronico la scritta “L’amministrazione comunale è contraria all’ideologia gender“, sembra che nel bresciano vi sia una tendenza comune, ovvero quella di utilizzare cartelli informativi per “salvaguardare la tradizione”. Così arrivando a Pontoglio, saremo illuminati circa gli usi e costumi del Paese: “Paese a cultura occidentale e di profonda tradizione cristiana. Chi non intende rispettare la cultura e le tradizioni locali è invitato ad andarsene“. Il Sindaco Alessandro Seghezzi e la giunta comunale, hanno spiegato la loro azione sul sito web del Comune “ Si comunica che il Sindaco e la Giunta Comunale, con delibera n°168 del 30/11/2015, hanno deciso di installare agli ingressi del Comune di Pontoglio dei nuovi cartelli di segnaletica stradale volti a ricordare le caratteristiche storiche del nostro paese“.

cartello pontoglio2In Paese è sorto il dubbio che i cartelli siano in qualche modo fanatici,  non a caso sono stati rinominati “no-islam“, ma contro tale supposizione interviene la giunta spiegando che nei cartelli “non c’è alcun messaggio razzista“. Per il sindaco, “L’iniziativa, in linea con le precedenti, rispetta le linee programmatiche di inizio mandato. E’ un invito a rispettare la cultura e le tradizioni locali. Una cultura che si fonda sul rispetto reciproco: dalla donna alla musica, dall’arte ai costumi, dalle usanze ai riti tradizionali. Il rispetto altrui, è per noi, la prima vera forma di civiltà e libertà“. La polemica arriva presto sui social, in merito si è pronunciata il vice sindaco di Brescia Laura Castelletti, la quale contrariamente ai colleghi di Pontoglio, contesta i cartelli installati mercoledì  16 dicembre, con parole che non lasciano spazio ad equivoci: “Pensavo di vivere in uno Stato Laico, ero pure convinta che in Italia non ci fosse religione di Stato e non sapevo che la donna potesse essere inserita negli usi e costumi di un Paese“. In questi giorni sarà spedita una lettera dal legale Alberto Guariso, il quale solleciterà l’Amministrazione comunale a rimuovere i cartelli, in caso di esito contrario verrà fatto un esposto.