Messina, sulle occupazioni delle scuole scoppia la bagarre. Ialacqua contro Prestipino: “ha sbagliato”

L’assessore rimprovera la preside del La Farina su tutta la linea. Lei replica: è interruzione di pubblico servizio. E la polemica s’infiamma

prestipino ialacquaLa polemica sulle occupazioni studentesche poteva essere circoscritta con una presa di coscienza da parte di tutti. Si poteva optare per una soluzione intermedia quale l’autogestione, venendo incontro alle esigenze dei ragazzi e garantendo al contempo il regolare svolgimento delle lezioni. E’ la strada che ogni dirigente scolastico ha battuto sin da principio, dall’Ainis al La Farina, senza eccezioni di sorta. I toni del confronto, lungi dallo scemare, stanno diventando esasperanti, con tanto di polemiche politiche attorno alle decisioni dei presidi additati al pubblico ludibrio quali responsabili di una svolta autoritaria.

la farina studenti protestaA salire sul banco degli imputati, se così possiamo definirlo, è paradossalmente Pucci Prestipino, la “sovrana del La Farina” che per prima ha bloccato le iniziative studentesche. L’aver schierato la Digos, per arrestare sul nascere qualsiasi tentativo di occupazione, è stata un’azione maldigerita dai genitori dei ragazzi segnalati all’autorità, i quali – in una lunga lettera – hanno preso di mira la docente, rea di non aver battuto la via del dialogo prediligendo invece interventi di natura repressiva.

Lei non ha sentito neanche la necessità e la responsabilità, prima di assumere decisioni così drastiche, di contattare i genitori degli studenti minori,  di sentire il parere degli organi collegiali democraticamente eletti, di coinvolgere, insomma, quelle componenti essenziali per cui ha un senso parlare di comunità scolastica” rimproverano le mamme e i papà dei protagonisti della vicenda, minacciando di ritirare i propri figli dall’istituto e di trasferirli in una scuola più aperta alle istanze partecipative.

La notizia, di per sé, potrebbe anche non fare scalpore, se fra i firmatari della lettera aperta non vi fosse l’assessore all’ambiente Daniele Ialacqua.

daniele ialacquaL’esponente della Giunta non è nuovo a simili iniziative: nel recente passato, quando gli attivisti del Pinelli sfilarono innanzi al tribunale pretendendo la scarcerazione dei “compagni arrestati” per resistenza e aggressione a pubblico ufficiale, Ialacqua al loro fianco si dichiarò solidale coi due soggetti incriminati, invocandone la libertà con buona pace delle rimostranze degli agenti della Municipale, vicini al collega finito al Pronto Soccorso.

Adesso c’è un nuovo episodio che coinvolge l’assessore all’Ambiente, il quale rimprovera Prestipino su tutta la linea: “Così si fa un cattivo servizio alla polizia, rafforzando l’immagine non bella del poliziotto che reprime, prima ancora che tutelare. Fare entrare nelle dinamiche scolastiche le forze dell’ordine è sbagliato e chi ha fatto in modo che accadesse ha sbagliato” sentenzia Ialacqua intervenendo a gamba tesa sull’autonomia dell’istituto.

A stretto giro Prestipino ha risposto per le rime, ricordando all’esponente della Giunta le prerogative del ruolo che ciascuno ricopre. “Se non si raccoglie la spazzatura, è interruzione di pubblico servizio. Esattamente come lo è bloccare l’attività didattica. Vogliamo pensare che la scuola sia meno importante della spazzatura?” ha chiesto polemicamente la preside rammentando come, da privata cittadina, non abbia mai interferito con l’Amministrazione per le criticità palesatesi nei mesi scorsi. Un riguardo che Ialacqua non avrebbe saputo usare a parti inverse. “E’ vero – conclude la Preside - l’assessore ha un figlio che va a scuola, così come io ho la spazzatura sotto casa, ma non per questo intervengo sulla sua attività“.

foto tratta dai social network

foto tratta dai social network

Il botta e risposta però non è finito qui, perché Ialacqua – dalla sua pagina Facebook – ha rincarato la dose, traendo dalle parole di Prestipino un’indebita equiparazione fra studenti e spazzatura. “Mi pare che si stia esagerando e non capisco chi non lo comprenda, chi pensa che la questione sia banalmente ‘occupazione si, occupazione no’…qui è in gioco il ruolo ed il senso della scuola, delle istituzioni, della democrazia” ha azzardato l’assessore alimentando l’idea dello spirito autoritario della preside.

Sulla vicenda è intervenuto, suo malgrado, anche il questore Giuseppe Cucchiara, il quale in punta di diritto ha tentato di mettere in guardia la comunità studentesca, rammentando come all’invasione degli edifici pubblici, normativa alla mano, si affianchi l’interruzione di pubblico servizio, secondo quanto detto dalla dirigente scolastica. Una fattispecie di reato che sarebbe meglio scongiurare, abbassando i toni e cercando soluzioni ragionevoli.