Messina, Risitano (CMdB) attacca i genovesiani: il loro passaggio a destra è un omaggio feudale al signorotto locale

La consigliera accorintiana accusa i colleghi anche per lo scandalo Gettonopoli: un pessimo messaggio per la città

ivana risitanoNelle ultime settimane sono state scritte tra le pagine più squallide della politica locale. I protagonisti – numerosi consiglieri comunali insieme al loro ‘buon pastore’ – hanno dimostrato il valore matematico della propria credibilità politica, una cifra prossima allo zero”. Così Ivana Risitano, consigliera comunale di Cambiamo Messina dal Basso, commenta lo scandalo Gettonopoli e il passaggio dei genovesiani in Forza Italia. Il primo “ha reso nota ai più una cattiva prassi che gli ‘addetti ai lavori’ in realtà già conoscevano”. La possibilità di intascare il gettone di presenza con la sola firma e la presenza in aula discendono, a giudizio della consigliera accorintiana, da una falla del regolamento comunale che non detta tempi precisi per misurare l’effettiva partecipazione. Ricordando come la collega Fenech abbia provato a superare le criticità denunziate, Risitano ha stigmatizzato l’atteggiamento sprezzante con cui è stata respinta la delibera allora presentata. “Tuttavia l’indegnità di tale atteggiamento non sta tanto, o soltanto, nel furto del gettone di presenza: da tale accusa alcuni dei consiglieri coinvolti hanno cercato di difendersi denunciando come un’ingiustizia l’assenza di una indennità di funzione e assegnando al gettone una valenza quasi risarcitoria della propria attività pubblica”. Così “si rischia di far credere che la Politica non si fa, anche, nelle commissioni consiliari, o in Consiglio stesso, o in alcun altro luogo, formale o informale che sia, deputato al dibattito pubblico e collettivo, ma che la Politica, quella vera, si fa esclusivamente in altri modi: per esempio, tessendo trame personali di favori, dando risposta ad istanze individuali, coltivando cerchie ristrette di amici e clienti”.

Roberto Monaldo/LaPresse

Roberto Monaldo/LaPresse

Da qui al ritorno di Genovese sull’agone politico il passo è breve. Gli eventi degli ultimi giorni, secondo Risitano, “confermano e aggravano la valutazione di una certa classe politica disposta a muoversi in qualsiasi direzione marci il suo leader di riferimento”. La situazione, “di una gravità inaudita”, “ha proporzioni tali da configurare un rovesciamento del voto popolare: la gente ha votato persone ma anche liste, partiti, programmi elettorali e candidati sindaci. Oggi non ci sono che macerie di tante parole e di tanti gesti impiegati per le Comunali del 2013”. L’accusa è chiara: si  modificano le geometrie, ma non le logiche politiche. “Oggi le medesime persone si dimostrano capaci di aderire e di appropriarsi di qualsiasi partito, di qualsiasi idea o ideologia, pur di raggiungere il fine. Qui, però, è chiaro: il fine non è altro che l’omaggio feudale al signorotto del luogo”.