Messina, passa il consuntivo: l’Udc si sfila dalla maggioranza e Forza Italia offre una mano al sindaco

Gli unici a manifestare scetticismo sui dati offerti dall’Amministrazione sono stati Antonella Russo, Nina Lo Presti e Luigi Sturniolo. L’atto è stato approvato dopo sei ore di seduta: cambiate le casacche, gli interpreti hanno suonato lo stesso spartito

aula palazzo zancaCi sono volute sei ore di seduta, ma alla fine dalla sessione dall’Aula consiliare è arrivato l’agognato via libera: il consuntivo del 2014 è stato esitato con un plebiscito, avendo raccolto il consenso di 20 consiglieri a fronte di tre oppositori (Russo, Lo Presti e Sturniolo) e un astenuto (Barrile).

Renato Accorinti può tirare un sospiro di sollievo, almeno in teoria visto che uno dei soci occulti della maggioranza – l’Udc di Gianpiero D’Alia – ha disertato i lavori secondo le attese, a dispetto di quanto approvato negli ultimi due anni. Il nuovo mandato della forza centrista è chiaro: come ha sottolineato il presidente nazionale bisogna portare a termine questa legislatura “in tempi non rapidi ma ragionevoli“, stante l’inefficienza dell’Amministrazione cui si abbinano le vicende giudiziarie del Consiglio.

accorinti e signorinoL’atto è passato, dunque, grazie al fondamentale supporto in aula di Forza Italia, Megafono e Pdr, segno tangibile che la vecchia maggioranza di centro-sinistra si è ormai sfaldata e che il Partito Democratico si è eclissato a Palazzo Zanca, malgrado gli interpreti siano rimasti gli stessi.

Non sono mancati i toni accesi e le recriminazioni, ivi considerata la scadenza inevasa del previsionale per l’anno in corso: un atto che Signorino aveva promesso di portare in aula per tempo e che, invece, non sarà presentato neppure entro il 31 dicembre. A tal proposito Giuseppe Santalco ha chiesto, ancora una volta, la testa del vice-sindaco, invocando la contestuale rimozione del Segretario Generale e del Ragioniere Generale. L’ex esponente del Pd è stato supportato dagli altri colleghi di partito, transitati anch’essi sotto la bandiera di Forza Italia: e se Paolo David, già capogruppo dei renziani ora ripresentatosi come berlusconiano, evidenzia il senso di responsabilità dei consiglieri nei confronti dei cittadini, Santi Zuccarello – che pure aveva contestato l’ala genovesiana dei dem, salvo seguirla nella svolta a destra – ha additato l’incapacità dell’Amministrazione, troppo intenta a bandire concorsi per dirigenti per presentare in tempo la documentazione contabile in sede istituzionale.

lo presti e sturnioloSull’altra sponda politica si segnala lo scetticismo di Lo Presti e Sturniolo: entrambi hanno rifiutato di prestare il proprio supporto all’ennesimo atto di fede, invocando la dignità della carica: “preferiamo bocciarlo noi questo consuntivo, prima che lo facciano gli organi di controllo” ha affermato la consigliera uscita da Cambiamo Messina dal Basso motivando il suo scetticismo. “Mi chiedo come si possa pensare seriamente di votare un atto del quale non si ha contezza. Sulla fiducia? Ma quale fiducia? Verso chi?” è stato invece il lapidario commento di Daniela Faranda (Ncd) prima dell’abbandono dei lavori.