Messina, nessun rischio di chiusura per le scuole: Gioveni e Cardile a colloquio con Sciacca

I presidi devono compilare un questionario. L’ingegnere precisa: non è un muro un contro muro

Gaetano Sciacca“Non potevamo di certo aspettare i tempi biblici della burocrazia e delle formali corrispondenze fra enti per una questione così importante, e quindi abbiamo deciso di andare a trovare noi l’ing. Gaetano Sciacca, Dirigente della Direzione Territoriale del Lavoro, per fare definitivamente chiarezza su una vicenda che rischia davvero di generare effetti socialmente devastanti“.

I consiglieri comunali Libero Gioveni e Claudio Cardile, che proprio nei giorni scorsi avevano evidenziato la possibilità che al prossimo 31 dicembre il 50% delle scuole cittadine chiudessero o inaugurassero doppi turni, ieri pomeriggio si sono incontrati con l’ing. Sciacca nella sede dell’ex Ispettorato del Lavoro, in una lunga riunione che ha chiarito alcuni passaggi.

Gioveni e Cardile hanno rappresentato al Dirigente tutta la loro preoccupazione per questa scadenza che la Legge n. 128/2013 fissa per tutte le scuole, imponendo la produzione dei CPI (i certificati di prevenzione incendi), condizione, questa, impossibile da ottemperare sia per i tempi ristrettissimi, sia perché le somme necessarie per adeguare i plessi privi del certificato sono state quantificate in 31 milioni di euro.

Ebbene, Sciacca ha spiegato e chiarito ai due consiglieri comunali che ai dirigenti scolastici l’ultimatum non è stato dato a seguito di questa norma (sulla quale lo stesso capo dell’Ispettorato ha promesso di non infierire), bensì a seguito di una lettera scritta direttamente dal Dirigente del Dipartimento edilizia scolastica, ing. Ajello, che denunciava alla stessa DTL e all’ASP le precarie condizioni di sicurezza in gran parte delle scuole di proprietà comunali.

crollo scuola (2)Tale atto di autodenuncia (certamente anomalo nella forma), ha inevitabilmente prodotto anche l’interesse sulla vicenda da parte della Procura che ha delegato lo stesso Sciacca ad intervenire. Nonostante ciò - affermano Gioveni e Cardile – quest’ultimo non ha voluto tenere conto della scadenza della norma, conscio dell’impossibilità di adeguare i plessi in così poco tempo; ha deciso quindi di inviare a tutti i dirigenti scolastici un questionario che servisse a fare uno screening dei plessi, per capire quali erano le maggiori criticità da affrontare e su cui poter intervenire inizialmente anche con le piccole somme a disposizione“.

In un primo momento Sciacca aveva dato 15 giorni di tempo ai dirigenti, ma non avendo ricevuto da loro nessuno dei 120 questionari, decise di fissare al 31 dicembre la data ultima di consegna. Pertanto dovrebbe bastare la sola compilazione e consegna del questionario per evitare gli intoppi denunziati. Sciacca, infine, ha chiesto di non interpretare questa fase come un muro contro muro, ma come un impegno diretto del Governo a mettere in sicurezza l scuole, con tutti i benefici annessi per l’edilizia pubblica.